Il processo Diaz riprende dalle parti civili

E’ ripreso davanti al Tribunale di Genova, presieduto da Gabrio Barone, il processo contro 29 tra dirigenti, funzionari e agenti di polizia accusati di reati che vanno dalle lesioni, alle calunnie, falso, arresti illegali e porto abusivo d’armi per l’irruzione nella scuola Diaz durante il G8 del 2001 a Genova. Dopo la pausa estiva le aule del tribunale si sono riaperte con i legali di parte civile. Gli avvocati rappresentano le novanta parti lese che sono state ammesse al dibattimento, e per sveltire il procedimento il presidente Barone ha stabilito di tenere udienza sia al mattino sia nel pomeriggio. I primi interventi di oggi hanno concordato con le tesi espresse dai pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini che due mesi fa avevano chiesto per gli imputati 110 anni complessivi di pena. I legali di parte civile hanno messo soprattutto in luce la responsabilità dei vertici presenti all’operazione, in particolare per Francesco Gratteri e Giovanni Luperi [rispettivamente i vertici dell’antiterrorismo e dei Servizi segreti], mentre nel 2001 Gratteri dirigeva lo Sco e Luperi era vicedirettore dell’Ucigos. Dopo l’esaurimento degli interventi delle parti civili, la parola passerà alla difesa. Non è possibile stabilire esattamente quando si potrà avere la sentenza definitiva ma, a seconda della lunghezza o meno degli interventi, le previsioni vanno da un minimo di un mese a un massimo di due o tre.

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