Si è svolta presso la Comunità di S.Benedetto al Porto la conferenza stampa della rete contro G8 che ha presentato l’impegno del Forum Mondiale delle alternative rispetto al vertice dei G8 (Genova, 20 – 22 luglio 2001) Giorgio Riolo ha presentato l’adesione di Samir Amin e Francois Houtart, rispettivamente presidente e segretario del Forum Mondiale delle Alternative alla Rete Contro G8 e ha illustrato l’impegno di questo forum all’interno della campagna di opposizione alla violenza dei G8. “Il diritto a manifestare il dissenso verso gli organismi sovranazionali come il G8, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, l’Organizzazione Mondiale del Commercio è la rivendicazione di un vasto movimento ormai planetario che per ampiezza e forza costituisce su basi rigorosamente nonviolente una seria minaccia nei confronti dei potenti della terra.”
Nel momento in cui viene agitato il pericolo della violenza per criminalizzare l’opposizione (e quindi il dissenso) è necessario sottolineare che sono i G8 a mantenere un sistema ingiusto, vergognoso e violento. G8, Wto, Banca Mondiale e Fondo Montario Internazionale non sono mai stati legittimati da alcun parlamento ed alla loro globalizzazione vogliamo contrapporre la globalizzazione dei diritti.
Don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di S.Benedetto al Porto, ha chiesto alle istituzioni pubbliche un preciso impegno per garantire l’agibilità democratica e in particolare la vivibilità delle persone che abitano nel centro storico genovese che sarà blindato.
Gli esponenti della Rete Contro G8 hanno denunciato il veto che la Questura di Genova avrebbe posto allo svolgimento di una settimana di preghiera organizzata da Congregazioni Missionarie Mondiali che avevano chiesto di utilizzare la Chiesa di N.S. dell’Annunziata e del Vastato, giudicata troppo vicina alla ‘zona rossa’, interdetta alla gente comune.
Per Sergio Tedeschi, della rete contro G8 "i grandi del mondo hanno anche paura della preghiera e questo dimostra il disagio che i potenti provano di fronte all’estendersi della consapevolezza e della protesta. Giorgio Riolo ha concluso la conferenza stampa ricordando che “i potenti del Pianeta con le loro organizzazioni internazionali sono ormai costretti a misurarsi con il movimento. La denigrazione, l’assimilazione al terrorismo, la criminalizzazione sono gli strumenti più banali a cui sono costretti a ricorrere e mostrano in tal modo un’intrinseca debolezza e una crisi di delegittimazione.”






