L’arci ribadisce per l’ennesima volta che Genova nei giorni del vertice deve essere pienamente CITTA’ APERTA. Inaccettabili pertanto sono le posizioni di chi ritiene che nulla possa essere organizzato in quei giorni.
Questo è il tema politico presente sui tavoli istituzionali. Le diatribe davvero poco interessanti, e spesso anche personali, presenti sui quotidiani in questi giorni ci pare che alla sostanza nascondano visioni differenti attorno a questo tema: in quei giorni Genova deve essere una Città aperta o deve essere blindata?
Attorno a questo registriamo positivamente gli sforzi di alcune istituzioni a lavorare, anche con percorsi operativi e progettuali propri, per la sensibilizzazione, per il dialogo, e per il confronto con le istanze mosse dai movimenti che lavorano sui temi della globalizzazione dei diritti.
Esprimiamo però grande preoccupazione perché questo clima non aiuta alla costruzione di una città accogliente e in grado di dare un grande segnale di civiltà e di solidarietà.
Troppe persone e troppe organizzazioni non si esprimono su questo. Qui sono in gioco le libertà costituzionali di libera manifestazione e di espressione.
A questo punto chi deve parlare parli, o sarà connivente con chi vuole, e lo dice esplicitamente, una Genova chiusa e blindata solo al servizio dei potenti della terra.






