Allarme rosso a Vicenza. Pronti i blocchi dei lavori

Sale la tensione, a Vicenza, mentre si infittiscono le voci su un imminente inizio dei lavori di bonifica dell’area dell’aeroporto del Dal Molin, propedeutici alla costruzione della nuova base militare. Sembrava che i lavori dovessero cominciare ieri mattina, addirittura, perciò i No Dal Molin si sono cimentati in «blocchi preventivi». «Abbiamo avviato questo monitoraggio costante – spiega Olol Jackson del Presidio permanente– Ieri alle cinque e mezza c’erano più di cento persone, a fare il controllo dell’area, a bloccare i camion e i furgoni che arrivavano. Le persone si sono fatte consegnare le bolle di trasporto per capire cosa trasportassero i camion. Questo è stato un primo assaggio di un meccanismo utile a fare un “blocco immediato”».
Questa mattina, invece, alcune «vedette» del movimento stavano sorvegliando le entrate dell’aeroporto civile e militare, mentre è prevista per domani mattina all’alba la mobilitazione per impedire altri possibili, e, stando alle valutazioni e informazioni che circolano tra i presidianti, probabili tentativi di dare inizio ai lavori. Da quanto si apprende, il responsabile di una delle due ditte incaricate dei lavori di sminamento e bonifica, la Abc Sas di Firenze, ha assicurato la disponibilità ad essere operativi nel giro di poche ore.
Nel frattempo non contribuisce ad allentare la tensione l’iniziativa di ieri della Lega Nord, che ha presentato una mozione al sindaco di Vicenza, Enrico Hüllweck, perchè venga negata l’autorizzazione alla manifestazione europea in programma per sabato 15 dicembre. L’intento dei responsabili della Lega è quello di cavalcare e aizzare le preoccupazioni dei commercianti per il «disturbo» che la mobilitazione dei No Dal Molin potrebbe provocare allo shopping natalizio.
«Lunedì scorso c’è stata anche la conferenza stampa di Paolo Costa [commissario straordinario del governo per l’ampliamento della base militare Usa Dal Molin Ndr.], in cui sono state presentate le due versioni del progetto, per il lato est e per quello ovest dell’aeroporto – spiega ancora Olol–Loro pensano di risolvere la questione con un colpo di teatro tecnicista, come se lo spostamento di trecento metri della base potesse influire anche sulla determinazione del movimento vicentino contro la base. Ovviamente non è così».
Sulla bonifica, per il momento avvolta dal mister, Olol spiega: «Il terreno dell’aeroporto dal Molin è stato pesantemente bombardato durante la seconda guerra mondiale. Da questo punto di vista, gioca a nostro favore un precedente. Ad aprile o maggio del 2001 venne evacuata l’intera città, e parliamo di 77 mila persone, per il ritrovamento di una bomba, nel cimitero, durante lavori di ristrutturazione. Ora come faranno a evacuare una parte della città, soprattutto in una zona fortemente contraria al Dal Molin? Perché ovviamente quello è il primo quartiere che ‘impatta’ sia con la struttura che con i lavori. In più c’è da tener conto della presenza di migliaia di persone in tutta la città che fino si oppongono al progetto».
Se da un lato il movimento osserva costantemente quanto avviene attorno alla base, sono molti gli altri fronti sui quali è impegnato. Domani 3 ottobre, ad esempio è in programma il convegno, promosso dal Presidio, dal titolo «Sfidare l’impero», al teatro Astra di Vicenza alle 20,30, con la partecipazione di Phyllis Tennis, statunitense attualmente impegnata presso l’Istituto per lo studio delle politiche di Washington, Wilbert van der Zeijden, olandese che lavora per il Transnational Institute con sede ad Amsterdam, Wilma Mazza dell’associazione «Ya Basta!» e Pietro Maestri direttore della rivista «Guerra e Pace». Il movimento si è dato comunque appuntamento per questa sera presso il presidio di Ponte del Marchese per la consueta assemblea.
E mentre si continua a lavorare alle tre giornate di mobilitazione europea contro il Dal Molin [da venerdì14 a domenica16 dicembre] il movimento si prepara anche all’incontro internazionale previsto per sabato 20 ottobre contro le armi nucleari e le nuove basi militari che si inserisce all’interno della Campagna «Europe for Peace».

Tags assegnati a questo articolo: beni comuni, grandi opere, ambiente, No dal Molin

Mail_long
20 ottobre 8 marzo abbonamenti abiti puliti aborigeni acqua Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura. decrescita Aiab Aids altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina animalisti Annapolis antimafia api Argentina Armenia armi atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Banca mondiale Bangladesh banlieues Basilicata beni comuni bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein Bologna Brasile brimania Britel Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali carbone carcere Casa catania cemento censura cgil Chavez chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città clima Colombia commercio equo commercio equo. decrescita conoscenza consumi consumo critico contadini cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi alimentare critical mass Cuba De Gennaro Deavos decrescita decrescita. agricoltura biologica democrazia detenuti detenzione diritti disarmo documentario donne droghe ecologia ecomafia economia Ecuador editoria Egitto elezioni emissioni energia Epa Eritrea espulsioni Etiopia Europa expo fame fantascienza festival finanza finanza critica finanza etica finanziaria fiom forum forum sociale Forum sociale mondiale 2008 Francia fumetto G8