Un militare investe con l'auto un manifestante No Dal Molin

C’è chi accende un fuoco per scaldarsi nella fredda notte di novembre e chi è in viaggio per sostenere le azioni di Vicenza. I primi, sono i cittadini vicentini che lottano pacificamente contro la costruzione della nuova base militare statunitense e che da ieri sera hanno iniziato i blocchi degli ingressi dell’aeroporto civile Dal Molin; i secondi, i trentini del centro sociale Bruno che stanno per raggiungere Vicenza, per sostenere la lotta dei manifestanti.
Alle 21 di ieri sera, il tendone del Presidio di Ponte Marchese era affollato di cittadini contrari alla nuova base. Dopo una breve assemblea, cinquecento persone si sono divise in due gruppi per dirigersi ai due ingressi – militare e civile – dell’aeroporto Dal Molin. Si era solo all’inizio dell’azione, e un manifestante è stato intenzionalmente investito dall’auto guidata da un militare italiano diretto all’interno dell’aeroporto. Una provocazione che, secondo gli avvocati del movimento, potrebbe configurare i reati di tentato omicidio e di omissione di soccorso per chi era alla guida dell’auto. Nonostante tutto, i manifestanti si sono subito rimessi all’opera per piazzare delle strutture davanti alle due entrate, in modo da ostacolare i lavori di bonifica [alla ricerca di bombe della guerra mondiale] iniziati alcune settimane fa al Dal Molin.
Dopo una notte tranquilla, tra i fuochi accesi dai manifestanti e le tende costruite per ripararsi, arrivano i primi segnali positivi. Da Trento, Torino e Roma, la solidarietà dei comitati si fa strada per arrivare a Vicenza, grazie alle delegazioni dirette nella città veneta e a iniziative locali di sostegno. «In questi mesi il sostegno di tante donne e tanti uomini da tutta Italia è stato per noi fondamentale – si legge in un appello lanciato ieri sera dal Presidio Permanente ai comitati e ai movimenti italiani – Sapere che intorno a noi c’è una grande rete di solidarietà ci ha dato forza e determinazione». L’appello dei vicentini è chiaro: «Ora vi chiediamo ancora una volta di mobilitarvi, costruendo iniziative nei vostri territori, presidi davanti alle prefetture e alle basi militari».
I risultati del primo giorno di blocco non tardano: grazie ai blocchi pacifici davanti agli ingressi dell’aeroporto, stamattina i dipendenti delle ditte incaricate dei lavori di bonifica sono stati invitati a non presentarsi sul posto di lavoro. I lavoratori dell’aeroporto vicentino sono stati invece fatti passare regolarmente dai manifestanti. Molti dei dipendenti, entrando all’aeroporto, hanno incoraggiato i no base a continuare.
Intanto, per fare il punto della situazione e organizzare le prossime giornate di resistenza, il Presidio Permanente ha indetto per stasera, alle 21, un’assemblea straordinaria presso il blocco installato all’ingresso militare dell’aeroporto in viale Ferrarin. La difesa dei beni comuni riparte dal confronto tra i cittadini contro la nuova base militare e dalla loro fantasia. E appunto si moltiplicano gli attestati di solidarietà e appoggio provenienti da tutta Italia ai vicentini . «Da Napoli a Trento, da Torino a Firenze, dalla Val di Susa a Lentini–raccontano i No Dal Molin–Un po’ ovunque si stanno organizzando iniziative di solidarietà e sostegno. Segno che la lotta contro la nuova base Usa non ha affatto un carattere locale, ma investe in pieno la dimensione nazionale. Ai parlamentari che si sono detti contrari alla nuova base Usa e che in queste ore ci stanno esprimendo solidarietà chiediamo di agire in fretta e con coerenza: la moratoria sui lavori, promessa molti mesi fa, deve essere portata in parlamento nei prossimi giorni».

Tags assegnati a questo articolo: No dal Molin, democrazia, ambiente, grandi opere

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