Partecipazione, difesa dell’ambiente, democrazia. Queste le premesse dell’«Assemblea generale della sinistra e degli ambientalisti», che vedrà riuniti a Roma sabato 8 e domenica 9 dicembre i partiti della sinistra. A ben guardare, i temi che saranno affrontati a Roma non sembrano essere molto diversi da quelli per cui si battono da mesi i cittadini vicentini contrari alla base.
Il movimento No Dal Molin ha deciso che andrà a Roma all’assemblea della «cosa rossa», per far sentire anche la propria voce e rivendicare gli impegni presi da chi ha firmato la moratoria sui lavori della nuova base Usa. «La moratoria sui lavori [firmata da 170 parlamentari lo scorso giugno] non è stata discussa in parlamento – precisano i portavoce del Presidio permanente – Intanto al Dal Molin sono iniziate le bonifiche». Gli stessi parlamentari, che hanno incontrato una delegazione dei no base lo scorso mercoledì a Roma, propongono ora ai cittadini di organizzare una raccolta firme nazionale a supporto della moratoria. «Vicenza non si prende in giro – è la risposta del movimento vicentino – Chi si dichiara contrario al Dal Molin deve essere coerente con le proprie dichiarazioni e sfidare Prodi sul tema della moratoria, portando in parlamento il dibattito». «Donne e uomini hanno già espresso in mille forme la propria contrarietà alla militarizzazione del territorio–spiegano ancora i No Dal Molin–Ora è compito dei 170 parlamentari che si dichiarano contrari alla base trasformare questa contrarietà in fatti concreti all’interno delle istituzioni». Il forum delle sinistre, definito da Walter De Cesaris [Prc] un «passaggio obbligato per chiunque voglia costruire un salto di qualità nella partecipazione». Per questo, l’occasione per ridefinire la «cosa rossa» non può più rimandare la questione vicentina.
Tags assegnati a questo articolo: democrazia, ambiente, grandi opere






