Arriva il primo no «istituzionale» all’allargamento della presenza militare statunitense nel territorio vicentino. Il consiglio comunale di Quinto Vicentino ha respinto all’unanimità la richiesta di realizzazione del villaggio residenziale – destinato agli ufficiali, ai graduati e ai civili americani, in servizio alla Ederle, e alle loro famiglie – nel proprio territorio. La ditta Pizzarotti di Parma – incaricata della costruzione del villaggio – dovrà ora cercare la disponibilità di un altro comune vicentino per costruire la cittadella americana. Secondo le parole del sindaco di Quinto, Secondo Pillan, la decisione del consiglio è legata all’impossibilità di soddisfare la richiesta della ditta Pizzarotti che richiedeva 220 mila metri quadrati per la costruzione del villaggio, essendo la superficie utilizzabile a Quinto di soli 147 mila metri quadrati. Oltre a danneggiare l’equilibrio ambientale del territorio, il villaggio americano avrebbe anche saturato la capacità edificatoria del comune, impedendo qualsiasi futura espansione residenziale della comunità locale. «Non potevamo bloccare lo sviluppo urbanistico di Quinto per i prossimi dieci anni ad esclusivo beneficio degli americani», è stato il commento del sindaco Pillan. Inizialmente, lo stesso sindaco non aveva resistito all’offerta fatta al comune dalla ditta Pizzarotti, che, in cambio della concessione per la costruzione del villaggio, avrebbe eseguito a sue spese lavori pubblici per un valore di oltre 6 milioni di euro. Le assemblee pubbliche e le iniziative promosse dal comitato «Amiamo Quinto», costituitosi contro la realizzazione dell’insediamento, e le proteste dei cittadini contrari al progetto hanno finalmente trovato una risposta nelle istituzioni, riuscendo a difendere il proprio territorio dalla «cementificazione americana».
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