La domenica romana dei vicentini no base–di ritorno dall’Assemblea della sinistra e degli ecologisti, dove sono stati per chiedere che si porti subito in parlamento la questione Dal Molin–ha chiuso l’ultima settimana prima della mobilitazione europea a Vicenza.
In attesa dell’arrivo nel fine settimana delle associazioni europee e nazionali che hanno accolto l’appello dei no Dal Molin, questa sera i vicentini si preparano ad un’altra azione, in occasione dell’inaugurazione del nuovo teatro comunale a Vicenza.
«Crescerà con il teatro», recitano i manifesti pubblicitari pensati per il nuovo teatro. «Con il teatro e con una nuova base militare», precisano i no Dal Molin. Il Presidio permanente ha deciso di fare un’iniziativa simbolica, proprio per sottolineare che «il futuro della città non è determinato dall’inaugurazione del nuovo teatro comunale, ma dalla realizzazione della nuova installazione militare».
Il sindaco, Enrico Hullweck, ha pensato di controllare tutto il controllabile, gestendo nei minimi dettagli la sicurezza della serata d’inaugurazione. «Ma come potrà controllare l’incontrollabile–si chiede Alberto Peruffo, artista della Fattoria artistica Antersass–, le coscienze degli artisti e dei presenti, le regie non visibili, gli impianti audio e video, i tecnici? In quale modo sorveglierà le scritture di luci, suoni, parole a cui mai nessun controllo potrà accedere perché solo l’elemento umano, incontrollabile, contraddistingue le coscienze degli uomini liberi? Questa è la nostra forza inattaccabile». L’artista vicentino annuncia così la «contro-regia» della serata. «Mai come in altre rappresentazioni teatrali il silenzio sarà protagonista assoluto e imprevedibile di una serata–preannuncia Peruffo–Nel silenzio emergeranno, quando nessuno se l’aspetta, i nomi di tutti i responsabili della svendita della città». Il silenzio non si comanda. E ancora una volta il silenzio dei no base sarà assordante, di fronte ad una giunta sorda ai richiami della comunità locale.
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