«In due anni con Prodi ci sono state il 23 per cento di spese militari in piu’ del governo Berlusconi». La denuncia arriva da padre Alex Zanotelli, che rivolge un appello, «nonostante la Finanziaria blindata», per una riduzione delle spese per gli armamenti. Zanotelli ha denunciato il «silenzio della stampa, ma anche della Sinistra arcobaleno, che sui temi della pace, come per la vicenda della base Usa di Vicenza, non ascolta il grido che viene dalla base. La sinistra ponga almeno delle domande di fronte a questa Finanziaria blindata e a un aumento delle spese militari, per gli aerei F35, per le fregate Fremm e per i satelliti spia, che è inaccettabile».
Un appello contro le spese militari è stato già sottoscritto, tra gli altri, da Gino Strada, Luigi Ciotti, Giorgio Cremaschi e Daniele Luttazzi. Nel corso di una conferenza stampa, presenti anche gli esponenti di Sinistra critica, Zanotelli ha rilevato come «la Finanziaria 2008 metta a disposizione della difesa 23,5 miliardi di euro, con un aumento dell’11 per cento sul 2007, quando il bilancio militare era stato gia’ stato incrementato del 12 per cento rispetto al governo di centrodestra». C’era anche Olol Jackson del Presidio permanente No Dal Molin. Al presidio, oggi comincia la mobilitazione europea che si concluderà sabato 15 dicembre con il grande corteo [partenza alle 14.30 dalla stazione] e domenica 16 con i tavoli internazionali di discussione su grandi opere, basi militari e movimenti per la pace. Adriano Marcolini, attore e docente, sarà dalle 19 al ristorante «Ai nodari», nel centro storico di Vicenza, per un aperitivo musicale e un reading sui desaparecidos. Domani prendono il via i convegni.
Dopo la visita negli Usa di Giorgio Napolitano, che ha riconfermato ai giornalisti che «la base di Vicenza si farà», l’obiettivo è dimostrare che la vicenda Dal Molin non è affatto chiusa. come ha affermato anche Massimo D’Alema. «Dimostreremo che la popolazione vicentina non si è affatto arresa alle imposizioni calate dall’alto–spiega il Presidio permanente in un comunicato–D’Alema sa bene che la comunità locale impedirà in modo pacifico ma determinato l’inizio dei lavori di costruzione della nuova base Usa. A lui l’onere di spiegare cosa intende quando parla di ‘questione risolta’: ha forse ha forse deciso di passare sopra ai vicentini con le ruspe?». «Sabato migliaia di donne e uomini sfileranno per le strade di Vicenza. Sarà un corteo colorato, aperto da uno striscione che unisce le tante sensibilità che si battono contro la militarizzazione di Vicenza», prosegue il Presidio, che ha anche annunciato che la mnaifestazione sarà aperta «da uno striscione semplice quanto chiaro No Dal Molin», con dietro un grande spezzone di cittadini e gente comune. Il corteo avrà caratteristiche molto simili alla manifestazione del 17 febbraio: a grandi linee dunque, la composizione prevede uno spezzone di apertura caratterizzato solo dalle bandiere No Dal Molin [all’interno del quale i vicentini invitano chiunque voglia starci], movimenti italiani ed europei per la difesa della terra e contro le installazioni militari, associazioni, movimenti, organizzazioni sindacali, partiti. A reggere lo striscione tante maschere bianche «per evidenziare l’invisibilità delle donne e degli uomini di Vicenza, trattati come ‘presenza collaterale’ del sistema militare statunitense».
Nella serata la trattativa per i treni era in alto mare, quindi un po’ tutti stanno organizzando dei pullman. I vicentini invitano chi ancora non lo ha fatto a comunicare all’indirizzo email 15dicembre@nodalmolin.it il numero approssimativo dei manifestanti, il mezzo di trasporto con cui raggiungerete Vicenza [se treno orari di partenza e arrivo, se pullman il numero di pullman] e un recapito da mettere a disposizione di coloro che ci chiedono informazioni su come raggiungere Vicenza dalla propria città.
Tags assegnati a questo articolo: grandi opere, ambiente, democrazia






