Il movimento No Tav del Friuli Venezia Giulia non sembra per nulla impressionato dall’annuncio fatto a Venezia ieri dal ministro dei trasporti Alessandro Bianchi secondo cui i lavori per la linea ad alta velocità Venezia Trieste prenderanno il via nel 2010. Una serie di appuntamenti si susseguono, come quello a Cervignano per giovedì 20 dicembre alle ore 14.30, mentre l’arrivo di Barroso e Prodi, sabato 22, per i festeggiamenti dell’entrata della Slovenia nell’area di Schengen potrebbero essere l’occasione per una mobilitazione dei comitati No Tav. Nel frattempo un gruppo di associazioni – Italia Nostra, Società speleologica italiana, Comitato contro il corridoio 5 e il Wwf – hanno prodotto alcune controdeduzioni allo «Studio strategico Scott Wilson» sul corridoio 5 elaborato su incarico dell’Iniziativa Centro Europa, rete istituzionale di 18 paesi del centro Europa e dell’area balcanica.
La lettura critica dello studio strategico effettuato dalle associazioni ambientaliste mette in luce una serie di pesantissime criticità del progetto di alta velocità nel tratto del Friuli Venezia Giulia, prima fra tutte la sottovalutazione degli impatti ambientali. tra le altre cose viene notato come nello studio la fragile area del Carso viene definita come «colline».
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