Dovrebbero arrivare oggi i soldi previsti dalla Finanziaria per le grandi opere, tra cui i quattrocento milioni di euro destinati al Mose. Il presidente della Regione veneto Giancarlo Galan, grande sostenitore dell’opera, mette già le mani avanti ritenendo non ancora sufficienti i soldi per completare i lavori, e preavvisa uno slittamento del termine ultimo dei cantieri, finora previsti per il 2012.
La faraonica opera richiede ulteriori 850 milioni di euro per la sua realizzazione completa e i quattrocento milioni non basteranno nemmenno alla costruzione dei cassoni destinati al contenimento delle paratie frena-marea. I «rubinetti» dei finanziamenti non sono mai stati aperti completamente neanche sotto il governo Berlusconi, primo sostenitore del progetto, dichiarano in Regione, «anche se «bisogna riconoscere–ha proseguito il governatore–che questo governo per quanto riguarda le grandi opere nel Veneto ha fatto la sua parte».
Tra le grida di giubilo del presidente del magistrato alle acque e di Galan, la città di Venezia, privata dei fondi per le altre opere di salvaguardia della città, si prepara a un altro anno sull’orlo della sopravvivenza, tanto che il sindaco Massimo Cacciari ha già annunciato un programma di dismissioni immobiliari pari a settanta milioni.
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