Si dichiarano tutti colpevoli di voler difendere la città da una nuova base militare americana. I No Dal Molin sono tornati in piazza, questa volta in segno di solidarietà verso le due persone che hanno ricevuto gli avvisi di garanzia dalla procura per l’occupazione della prefettura dello scorso gennaio.
Ieri sera un migliaio di cittadini ha partecipato ad una fiaccolata lungo le vie del centro storico di Vicenza. «Se il reato è sognare un mondo migliore – hanno ribadito i no base – siamo tutti colpevoli». Il movimento ha sottolineato la responsabilità collettiva delle azioni contro la nuova base Usa, per le quali non si può individuare una responsabilità individuale. Anche per questo, le due persone convocate questa mattina in procura dal pm Paolo Pecori per essere interrogate, non si sono presentate.
Circa trecento persone del movimento hanno presidiato davanti alla procura per più di un’ora; la richiesta da parte dei No Dal Molin – prima di presentarsi agli interrogatori – è quella di poter avere la documentazione completa relativa alle accuse rivolte ai denunciati. Durante questi due giorni di mobilitazione, il Presidio Permanente ha lanciato l’«operazione 1000 firme», con la quale si pone l’obiettivo di raccogliere in una sola giornata – il prossimo sabato 23 febbraio – almeno mille firme in decine di banchetti in città e provincia. Un’azione per dimostrare il carattere popolare del movimento No Dal Molin e restituire legittimità alle iniziative di chi difende Vicenza dalla militarizzazione.
Questa sera, in Presidio sarà presentato il viaggio della delegazione No dal Molin in Chiapas, al seguito della carovana dell’associazione Ya Basta e sarà proiettato il video «La comandante Ramona e le zapatiste». Da vedere sorseggiando una tazzina di caffè «rebelde» zapatista.
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