Dal Molin. Il Consiglio di stato dà il via libera alla base Usa

Un atto politico. E pertanto «insindacabile dal giudice amministrativo». Tale è il consenso prestato dal governo italiano alla costruzione della nuova base militare americana a Vicenza nel parere del Consiglio di Stato, che oggi ha accolto il ricorso della presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero della Difesa contro l’ordinanza del Tar del Veneto che lo scorso 18 giugno scorso aveva sospeso l’avvio dei lavori all’aeroporto Dal Molin.
A nulla valgono i «gravi dubbi» espressi dai giudici del tribunale amministrativo del Veneto sulla valutazione di incidenza ambientale rilasciata dalla Regione. A nulla importa il consistente impatto del progetto sull’ambiente, il traffico, e il serio «rischio di danneggiamento e alterazione delle falde acquifere» [principale motivo che ha portato anche il comune di Padova a schierarsi contro la costruzione della nuova base] indicati dalla sentenza del Tar. A nulla è servito il riscontro del tribunale del Veneto della completa mancanza di consultazione della popolazione interessata.
Secondo il Consiglio di Stato, infatti, «non rientra nella procedura di autorizzazione ad un insediamento militare, di esclusiva competenza dello Stato, la consultazione della popolazione interessata, né tanto meno essa è prevista nella procedura risultante dal Memorandum del 1995». Inoltre, secondo il Cds, sembrano non esserci «riscontri concreti» sui rischi di danno ambientale, poichè il progetto interessa «una area già destinata prevalentemente ad attività aeroportuale e di cui è prevista la dismissione da parte della amministrazione militare italiana, senza quindi alcun cambio di destinazione d’uso». L’ordinanza del Tar del Veneto viene così annullata e i lavori al Dal Molin potrebbero iniziare in qualsiasi momento.
Una decisione che non ha colto certo di sorpresa il movimento No Dal Molin, che resta comunque deciso ad impedire la costruzione della nuova base a Vicenza. «La decisione del Consiglio di Stato è l’amara dimostrazione che il consenso politico prevale su ogni altro interesse – dice Giancarlo Albera del Coordinamento dei comitati – in particolare sulla democrazia partecipativa e sulle ragioni delle comunità locali». Già questa sera il movimento si è dato appuntamento alle ore 20,30 davanti ai cancelli dell’aeroporto Dal Molin per dare la sua prima «risposta dal basso» al governo: «il Consiglio di Stato si conferma braccio amministrativo del governo – commenta Olol Jackson del Presidio Permanente – contro le comunità e contro le ragioni del territorio. Ma per noi le cose non cambiano, restiamo determinati nell’opporci all’inizio dei lavori al Dal Molin».

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