Una settimana di azioni contro la base Dal Molin a Vicenza

«Cittadina, non suddita». Pina stringe forte il cartello tra le mani, con una bandiera No Dal Molin. «E’ stata una batosta – dice riferendosi all’ordinanza con cui ieri il Consiglio di stato annullava la sospensiva dei lavori decretata del Tar del Veneto lo scorso giugno – ma leggendo la decisione del Consiglio non mi sono scoraggiata, anzi ho subito saputo cosa fare: prendere un pennarello e del cartone e preparare un bel cartellone da sfoggiare in piazza stasera. Non crederanno davvero di fermarci così?».
Come Pina, in tanti altri non sono rimasti a guardare, ma hanno subito dimostrato con determinazione che la partita per la costruzione della nuova base a stelle e strisce a Vicenza non si chiude così, con una sentenza politica.
La risposta del movimento è stata una iniziativa davanti all’aeroporto, durante la quale gli operai dell’«altro comune» hanno realizzato un blocco con dei tondini di ferro e blocchi di cemento per impedire l’ingresso al Dal Molin.
Alla rapidità dell’azione all’aeroporto è seguita poi la lentezza notturna del «và pian», il «soft walking» [già sperimentato dai cittadini di Chiaiano] dell’altro nordest: in auto a venti chilometri all’ora. Una colonna d’auto che procede a passo d’uomo può provocare ben più scompiglio di tante altre iniziative. E ieri sera a Vicenza erano circa duecento le macchine che hanno intasato il traffico intorno alla base militare statunitense Ederle.
Inizia così una nuova settimana di azioni contro il progetto militare statunitense: giovedì sera, 31 luglio, il movimento sarà in piazza per una manifestazione cittadina per «difendere Vicenza», come spiegano dal Presidio Permanente. Quella di giovedì sarà «la giornata dell’indignazione di Vicenza», con una grande fiaccolata che partirà alle ore 20,30 da piazza Castello [nel centro storico di Vicenza], per dimostrare che il movimento non ha alcuna intenzione di arrendersi di fronte a questa sentenza politica, ma che anzi è ancora più determinato ad impedire la militarizzazione della città.
Una settimana di iniziative creative che sarà anche il preludio del secondo festival No Dal Molin: segnatevi le date, dal 3 al 14 settembre, c’è un’altra Vicenza da difendere.

Tags assegnati a questo articolo: democrazia, ambiente, grandi opere

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