Il commissario governativo per il Dal Molin, Paolo Costa, ha fatto questa mattina la sua ricomparsa a Vicenza: le sue ultime dichiarazioni in merito alla vicenda Dal Molin aleggiavano sulla città da alcuni giorni, mentre il commissario «fantasma» da mesi non si faceva più vedere in circolazione.
Ad accoglierlo sotto la prefettura blindata dalle forze dell’ordine, il commissario ha trovato il movimento che si oppone alla costruzione della nuova base statunitense e che ieri aveva promosso una fiaccolata «per manifestare l’indignazione della città contro la sentenza politica e filogovernativa del Consiglio di stato sulla base Usa». «Il commissario Paolo Costa non è persona gradita a Vicenza – avevano già fatto sapere dal Presidio Permanente – Chi ha agito nel più stretto segreto per imporre la nuova base Usa e soffocare la partecipazione popolare dovrebbe aver la dignità di dimettersi e non mettere più piede in città». Così, dopo aver sfilato in corteo attraverso il centro storico, decisi a difendere Vicenza dalla militarizzazione, e aver occupato ieri sera i binari della stazione dei treni, i No Dal Molin hanno servito stamattina al commissario un assaggio di un piatto tipico locale: la polenta.
Costa ha comunicato che ieri è stato firmato il verbale di consegna dell’area ovest dell’aeroporto Dal Molin, che quindi da oggi è ufficialmente a disposizione dei militari statunitensi per proseguire ed ultimare i lavori di bonifica del terreno dagli ordigni bellici della seconda guerra mondiale.
Il commissario sembra non notare la grande protesta della popolazione locale. C’è da chiedersi cosa ne pensi della proposta dell’esponente del comitato Sì Dal Molin, Roberto Cattaneo, di chiedere che il governo mandi anche a Vicenza l’esercito in appoggio alle forze dell’ordine. In una lettera al prefetto di Vicenza, Piero Mattei, Cattaneo si dice preoccupato della protesta «violenta» delle «frange estremiste» del movimento del No, che teme possano «mettere a repentaglio la sicurezza della città e la normale vita dei vicentini». Da qui la richiesta di inserire Vicenza tra le città «alle quali il governo ha deciso di destinare i militari dell’esercito per presidiare l’ordine pubblico a supporto dell’azione di polizia e carabinieri».
Strano che le manganellate della polizia durante la protesta di ieri sera alla stazione di Vicenza abbiano colpito donne e uomini con le mani alzate. I violenti erano forse impegnati in cucina a preparare la polenta da servire oggi al commissario Costa?
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