Un cartello diceva: «qui Riposa la democrazia» giocando sulle parole perché la Riposa [dove si è svolto venerdì 29 agosto un nuovo incontro fra amministratori valsusini], è il nome del luogo dove un tempo c’era un forte militare e ora un accogliente punto tappa per alpinisti. Il tutto sul Rocciamelone, montagna valsusina [3.538 metri] meta di pellegrinaggi per la presenza in vetta di una madonna. Dopo il conclave a Pra Catinat [Sestriere] fine giugno voluto dal presidente dell’Osservatorio Virano per cercare di portare a casa un accordo su quelli che vengono chiamati scenari e mai progetti, gli stessi amministratori valsusini hanno deciso di fare a loro volta un conclave [subito chiamato – dei poveri – perché lontano dagli sfavilli del Sestriere], in un luogo evocativo.
«Se raggiungiamo un accordo poi saliamo tutti in vetta per ringraziare la madonna»: questa era la proposta di Sandro Plano sindaco di Susa e artefice dell’incontro. Nota a margine, da qualche tempo gli incontri vengono convocati con degli sms, forse per segnalare un giovanilismo che investe tutti. Detto e fatto, di buon’ora al mattino, un centinaio di notav si sono fatti trovare sulla strada, proprio al Seghino [perché da lì le auto dovevano passare], luogo mitico della nota «battaglia» [vinta] il 31 ottobre 2005. Ha ragione Marco Revelli quando rivela che il movimento si diverte. Una lotta così lunga se fosse stata tutta giocata sul grigio della politica non troverebbe più nessuno. E invece. Trombe pronte a suonare la carica al passaggio delle auto degli amministratori valsusini. Agli stessi carabinieri e digos sempre presenti scappava da ridere. Nessuno voleva impedire il passaggio, solo ricordare che un tempo c’erano meno distinguo, meno documenti, meno arzigogoli.
La valle non ha cambiato configurazione geografica: se una nuova infrastruttura non ci stava due anni fa, non ci sta adesso. L’economia non è cambiata, anzi è peggiorata, se il progetto alta velocità era una truffa allora per tutti i contribuenti, tanto più lo è ora. Il conclave benedetto dalla madonna ha portato come risultato un documento redatto dal gruppo di lavoro composto da ventidue amministratori, sottoscritto da ventuno. Al primo punto la condivisione della proposta Fare: Ferrovie Alpine Ragionevoli e Efficienti [partorito dai tecnici nominati dalla Comunità Montana bassa valle], come metodologia «unica realmente percorribile in questo contesto economico di recessione europeo. Consente di raggiungere obiettivi di una modernizzazione dei sistemi di trasporto sul Corridoio 5, con il trasferimento delle merci dalla gomma al ferro con interventi calibrati sulle effettive necessità preventivamente verificate e modulate nel tempo».
Gerardo Merletto su Carta ha esaminato la proposta Fare [dando voce ai tanti dubbi in valle], sintetizzando con una frase: «Perché essere ragionevoli se si ha ragione? Una minoranza di consigli comunali hanno votato a favore del documento, la maggioranza ha apportato delle modifiche e respinto il tunnel di base. Dunque il Fare in valle di Susa è una proposta in salita, nonostante abbia goduto dell’appoggio di Legambiente e dispiace constatare anche di Wwf. La Rete del Nuovo Municipio addirittura ne vanta il «supporto di una expertise tecnico-scientifica- ma anche politica». Sempre bene ricordare che il governo non ha neppure preso in considerazione questa proposta che rimane un allegato al documento conclusivo dell’Osservatorio.
Sempre venerdì si è svolta a Bussoleno una grande assemblea alla presenza del segretario di Rifondazione Paolo Ferrero, Vittorio Agnoletto e il neo eletto del provinciale torinese di Prc. Ad ascoltare non solo gli iscritti. C’erano tanti pezzi da rimettere insieme, gli strappi, sotto gli occhi di tutti ci sono stati. Solo Agnolotto non aveva spiegazioni da dare perché a lui tutti riconoscono la coerenza e la vicinanza come parlamentare europeo. Per il partito della rifondazione la strada era un po’ più in salita visti i vari slalom politici fatti fino ieri. Ferrero pur ammettendo che la politica è fatta di mediazioni, riferendosi all’attuale posizione degli amministratori della valle, ha ricordato che si arriva a un punto nel quale è necessario tornare al no-no e al si-si perché tutto il resto è del maligno.
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