«Venite a vedere se ci siamo arresi». Inizia il festival No Dal Molin

«Venite a vedere se ci siamo arresi». L’invito arriva da diversi movimenti territoriali, nati dalla partecipazione dei cittadini decisi a mobilitarsi in difesa dei beni comuni: dal Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano, a Napoli, ai No Tav della Val di Susa. Un invito che arriva anche da Vicenza: inizia stasera la seconda edizione del festival No Dal Molin, che durerà fino a domenica 14 settembre: undici giorni di mobilitazione, per incontrarsi, parlare, confrontarsi e per difendere Vicenza impedendo l’inizio dei lavori della nuova base militare statunitense almeno fino alla consultazione popolare sul Dal Molin del prossimo 5 ottobre.

Ad inauguarare il festival questa sera ci sarà il premio nobel Dario Fo, che arriverà accompagnato da una fanfara popolare No Dal Molin che partirà dal Presidio permanente alle ore 18 per arrivare al festival. Il luogo è lo stesso dello scorso anno, in località Rettorgole a Caldogno [in via Madre Teresa di Calcutta], poco distante dal Presidio e dall’aeroporto Dal Molin. Saranno undici giorni di musica e spettacoli teatrali, proiezioni e dibattiti – oltre alle azioni dirette – per un programma ricco d’iniziative. Ma prima di tutto sarà un periodo di mobilitazione permanente: la prima azione è stata annunciata già per domani, giovedì 4 settembre, quando i No Dal Molin saranno a Venezia, alla Mostra del cinema. Insieme ai No Mose, i vicentini consegneranno un premio speciale, «l’Attila d’oro», a Paolo Costa, commissario straordinario del governo per il Dal Molin, cittadino veneziano e grande appassionato di cinema [oltre che di grandi opere]. Un’onoreficienza speciale per un personaggio che «con determinazione e costanza si impegna da anni nella devastazione dei territori», spiegano i promotori dell’iniziativa. La richiesta dei No Dal Molin al commissario Costa è chiara: «entro sabato 13 settembre vogliamo vedere scritto nero su bianco che la città sarà rispettata e nessun lavoro inizierà prima della consultazione popolare».

Le azioni dirette a impedire l’inizio dei lavori al Dal Molin continueranno durante tutto il festival, in modo pacifico e creativo. Sabato 6 settembre si svolgerà la prima iniziativa nell’area dell’aeroporto: in quella occasione, i presidianti stanno pensando di installare dei punti di osservazione e controllo del territorio, dai quali verificare cosa avviene all’interno dell’aeroporto.

Non solo il Dal Molin, ma anche site Pluto, la base militare di Longare, sempre nel vicentino, che in passato era stata utilizzata come deposito di mine atomiche, sarà oggetto di alcune azioni: domenica 7 settembre e, in particolare, venerdì 12. L’obiettivo dei No Dal Molin – insieme al gruppo Presenza di Longare che da anni manifesta pacificamente contro le atomiche – è quello di denunciare il pericolo nucleare, chiedendo la smilitarizzazione del territorio.

Il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, sarà a Vicenza mercoledì 10 settembre, e probabilmente non parteciperà al festival No Dal Molin. Ma i vicentini contrari alla base non gli negheranno di certo l’accoglienza che si merita, con un’azione davanti al teatro Olimpico. Un «grande sopralluogo collettivo» – come l’hanno chiamato i no base –, per verificare che i lavori non siano iniziati, con un corteo che arriverà al Dal Molin, chiuderà le azioni del festival sabato 13 settembre.

I protagonisti di queste giornate saranno tanti e diversi tra loro, a rispecchiare la «multiculturalità» del movimento: le donne daranno una lettura di genere al festival, con azioni significative e dal grande impatto visivo; gli artisti si esibiranno in performance che coniugano impegno civile e divertimento; i rappresentanti degli altri movimenti locali – i No Mose, i No Tav e i napoletani No alla discarica – porteranno le loro esperienze territoriali.

«Venite a vedere se ci siamo arresi», venite a Vicenza, in questi giorni, c’è un movimento che vi aspetta, ancora determinato a difendere i beni comuni e la partecipazione.

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