La carovana passa e a volte, quando ci vuole, torna indietro. Secondo il programma ufficiale della Carovana della pace organizzata da alcuni istituti missionari, mercoledì i carovanieri del nord-est e del nord-ovest si sono riuniti a Verona per proseguire verso Firenze. Ma a Vicenza, il referendum è stato bocciato. Nella città dei No Dal Molin, i missionari si erano fermati il giorno prima per esprimere il loro no alla costruzione della base, che don Pierluigi di Piazza, uno dei partecipanti agli incontri dei carovanieri, ha definito «un furto organizzato». Peccato che questa definizione sia stata confermata quasi subito dalla decisione del Consiglio di stato. Cinque carovanieri sono quindi tornati a Vicenza per partecipare alla fiaccolata di protesta di ieri sera, prima di raggiungere gli altri.
Insomma, tra dibattiti, iniziative con le scuole e persino momenti di preghiera i missionari si divertono a ragionare di solidarietà, accoglienza, diritti, acqua, rifiuti, pace. La carovana sud, ad esempio, dopo aver incontrato i migranti a Caserta e chiesto con loro permessi di soggiorno, si fermerà domani in un campo rom di Palermo. Suor Tarcisia, referente per la carovana sud, ha le idee chiare: «Sì, c’è un messaggio per il governo: aprite le porte! Noi ci vergogniamo! Vogliamo atti concreti d’accoglienza».
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