Domenica, il grande sì di Vicenza contro il Dal Molin

Incapace di assecondare quella che Marco Revelli chiama «democrazia dispotica», l’altra Vicenza mette ancora una volta in campo la creatività della partecipazione e la sua incredibile flessibilità. La sfida, questa volta, è riorganizzare in un paio di giorni la consultazione popolare sul Dal Molin di domenica 5 ottobre, negata ai vicentini dal Consiglio di Stato.

Deciso a dare la possibilità ai cittadini di esprimere comunque il proprio parere, si è formato un «comitato per la consultazione popolare» del 5 ottobre, col compito di occuparsi dell’organizzazione della votazione. La composizione del comitato è alquanto eterogenea, a rappresentanza di tutte le diverse anime del movimento vicentino e dell’amministrazione locale; ne fanno parte i tre gruppi di maggioranza del consiglio comunale, insieme al gruppo minoritario «Vicenza libera» [la lista che fa capo al Presidio Permanente No Dal Molin], le associazioni riunite nel «Tavolo della consultazione» e il Presidio Permanente.
Saranno circa 32 i centri di raccolta allestiti davanti ai seggi elettorali tradizionali, una cinquantina di gazebo in tutto. Invariato il testo del quesito e le modalità del voto: si potrà votare dalle ore 8 alle 21, recandosi alle urne con un documento d’identità.
Ogni seggio sarà gestito da un presidente – scelto tra i consiglieri della maggioranza e gli assessori – e da almeno tre scrutatori; un «comitato di garanti» costituito da alcuni notai, con il compito di presiedere a tutte le fasi della votazione e allo spoglio delle schede, sarà il garante della correttezza dello svolgimento e del risultato della consultazione.

In piazza Castello, nel centro storico di Vicenza, sarà allestito un centro informativo aperto a tutti i cittadini. «Abbiamo scelto appositamente un luogo simbolico, nel cuore della città ed aperto a tutti», fa notare il consigliere di maggioranza Stefano Soprana.
«Domenica si vota prima di tutto per affermare i principi della democrazia – commenta Olol Jackson del Presidio Permanente – e per rivendicare il diritto di esprimersi negato alla città. Non dimentichiamo che i primi ad esultare dopo l’ordinanza del Consiglio di Stato sono stati coloro che si riempono la bocca della parola federalismo, gli stessi che, per anni, hanno gridato nelle piazze ‘Roma ladrona’ e ‘paròni a casa nostra’».
Mentre il movimento e l’amministrazione organizzano la consultazione di domenica, domani il «Tavolo della consultazione» organizza un’iniziativa al parco Querini di Vicenza: «il grande Sì». L’idea è quella di costruire con i propri corpi, stoffe colorate ed ombrelli un grande Sì umano, visibile dal cielo: «un altro modo per dimostrare la propria partecipazione – spiega Silvano Caveggion, tra i promotori – in vista della giornata di domenica».

Anche in alcuni comuni della Provincia sarà organizzato un referendum autogestito: «Partecipo anch’io» è lo slogan scelto da chi non è residente a Vicenza, ma vuole comunque esprimere il proprio parere sulla vicenda Dal Molin. E non solo in Provincia. «La questione Dal Molin non riguarda solo la città di Vicenza – spiegano dal Presidio Permanente – A essere in gioco, infatti, è il diritto di tutte le comunità locali di potersi esprimere sui progetti che riguardano il proprio territorio e che investono il proprio futuro». L’appello dei No Dal Molin è quello di organizzare, durante questo fine settimana, delle iniziative autogestite nei propri territori, dalla valle di Susa a Chiaiano, da Marghera a Cagliari.
Domenica Vicenza decide, per cancellare con la partecipazione quello scomodo aggettivo – «dispotica» – e restituire alla parola democrazia la sua dignità perduta.

Chiunque volesse collaborare nell’organizzazione della consultazione popolare può scrivere una mail a 5ottobre@nodalmolin.it.
www.nodalmolin.it, www.dalmolin5ottobre.it.

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