No Dal Molin, dopo il referendum autogestito è la volta del Tar

Dopo un referendum confermato dal Tar respinto dal Consiglio di stato, e finalmente realizzato lo stesso dai cittadini, oggi si svolge il nuovo episodio amministrativo-giudiziario della vicenda No dal Molin: il Tar del Veneto si deve pronunciare di nuovo sulla costruzione della base Usa a Vicenza. Il 20 giugno 2008, questo stesso tribunale aveva accolto il ricorso del Codacons e dei comitati cittadini e sospeso il cantiere; il 29 luglio Consiglio di Stato ribalta questa decisione e consente la ripresa dei lavori, decisione poi confermata da un’altra sezione del Consiglio di stato. Il Tar si deve ora esprimere sul ricorso del Codacons, ma anche sull’ultimo fatto dal Coordinamento dei comitati, firmato in comune con Legambiente e Comitato Più democrazia. L‘obiettivo è ottenere «la sospensiva di tutti gli atti inerenti la costruzione della base emessi fino ad oggi» e quindi di bloccare i lavori. I ricorrenti si oppongono ai fondamenti del progetto Dal Molin e ad altri temi ormai noti [«è una nuova base e non un ‘ampliamento’, né un’opera di difesa nazionale»] e pongono anche l’accento sull’impatto ambientale, e il rischio che i lavori e la nuova base rappresentano per il fiume Bacchiglione.

Tags assegnati a questo articolo: democrazia, grandi opere, ambiente

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