Sono diventati un po’ degli investigatori, in questi tre anni di resistenza, i cittadini vicentini contrari alla nuova base statunitense al Dal Molin. D’altronde, l’esperienza insegna che da questa storia non si ricava nessuna informazione se non andandosela a cercare, seguendo le orme distrattamente lasciate da un governo che non vorrebbe lasciare traccia alcuna.
Leggendo attentamente la sentenza con la quale il Tribunale amministrativo regionale del Veneto dichiara inammissibile il ricorso di Codacons e Coordinamento dei comitati sulla vicenda Dal Molin, si scoprono nuovi indizi, finora sconosciuti dai cittadini e dalla stessa amministrazione locale. Secondo il Tar, nel verbale di una riunione del consiglio dei ministri, dello scorso 11 settembre [la stessa in cui veniva rinnovato l’incarico al commissario straordinario Paolo Costa], si afferma che il governo «riconosce, convalida e ratifica», tutti gli atti amministrativi emessi sulla vicenda Dal Molin. Da qui, scrive il Tar, «si evince l’inequivoca volontà politica di realizzare la base» da parte del governo, «e la natura di atto politico dell’autorizzazione». Una decisione con cui il governo conclude, in silenzio, «un procedimento che mancava della dovuta formalizzazione per poter essere considerato atto politico». E ai cittadini ignari di tale atto «politico» non resta che «l’incontestabilità, presso ogni autorità giudiziaria nazionale, della determinazione governativa di autorizzare l’ampliamento della base Usa in Vicenza».
«Continueremo ad opporci alla realizzazione della nuova base», promettono i No Dal Molin nel denunciare la mancanza di trasparenza che denota fin dall’inizio questa vicenda. Domenica 23 scatta l’«operazione verità», con una doppia passeggiata [alle ore 11 e alle 15] lungo il perimetro dell’aeroporto Dal Molin, «perché i cittadini vedano con i loro occhi cosa sta succedendo all’interno dell’area».
Intanto è iniziata la distribuzione delle 30 mila cartoline indirizzate a Barack Obama. «Stop new Us base? Yes, you can», recitano i frontespizi delle cartoline pronte per essere spedite oltreoceano. Un promemoria per il futuro presidente degli Stati uniti, dal quale i cittadini si aspettano «rispetto della democrazia e della volontà di Vicenza».
Infine, si avvicina il 29 novembre, data del compleanno di Andrea Palladio: tutta la città festeggerà i 500 anni dalla nascita del noto architetto, No Dal Molin compresi. «Quale miglior regalo all’architetto, della decisione di non costruire una nuova base militare nella sua città? – affermano dal Presidio Permanente – Anche noi metteremo in scena un’iniziativa per festeggiare il Palladio e ribadire la contrarietà al progetto Usa su Vicenza».
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