Boicoop No Dal Molin

«Boicoop»: i No Dal Molin sono stati oggi a Ravenna per confrontarsi con i lavoratori della Cooperativa muratori e cementisti [Cmc] di Ravenna, vincitrice insieme al Consorzio cooperative costruzioni [Ccc] di Bologna dell’appalto per la costruzione della nuova base militare Usa a Vicenza.

Circa cento persone sono partite alle 7,30 di questa mattina da Vicenza, con due pullman, per raggiungere la sede della Cmc di Ravenna. L’intento, avevano spiegato dal Presidio Permanente, era quello di «chiedere agli scalpellini, agli elettricisti, ai muratori della cooperativa se sono d’accordo nel costruire una nuova base di guerra». Anche il premio nobel Dario Fo, in visita a Vicenza lo scorso lunedì, aveva commentato la vittoria delle «cooperative rosse» dell’appalto al Dal Molin definendola «una dura sconfitta per la storia del mondo del lavoro».
Arrivati davanti alla sede della Cmc scortati dalle volanti delle forze dell’ordine che li aspettavano in autostrada, i vicentini sono stati accolti da un ingente ed incomprensibile schieramento di polizia. «Fanno paura le parole dei cittadini che vogliono dialogare con quanti lavorano nella cooperativa che, stracciando il proprio statuto, accetta appalti milionari per la realizzazione di basi militari?», si chiedono dal Presidio Permanente.
«Oggi siamo qui – ricorda Olol Jackson – per aprire una contraddizione nel mondo della cooperazione e per lanciare una campagna nazionale di boicottaggio della lega delle cooperative. Chiediamo – continua Jackson – che i soggetti vincitori dell’appalto al Dal Molin siano estromessi dalla lega stessa, coerentemente con i valori che dovrebbero ispirare l’operato di queste cooperative. In caso contrario, riterremo tutti corresponsabili e inizieremo una campagna nazionale di boicottaggio delle cooperative aderenti alla lega».
Il confronto è stato inizialmente negato ai no base, ma dopo una breve trattativa, una delegazione di venti persone ha ottenuto di poter entrare e dialogare con i lavoratori e il presidente della Cmc, Massimo Matteucci.
«Abbiamo ottenuto di parlare con i lavoratori come speravamo – racconta Olol Jackson –, per chiedere direttamente a loro cosa ne pensassero delle scelte dei loro dirigenti. Durante la conversazione hanno sottolineato l’importanza di agire nel rispetto della loro ‘mission’ e del loro dovere di costruire, indipendentemente da cosa e per quali fini. Il presidente della cooperativa, Matteucci, ha affermato con insistenza l’importanza del fornire lavoro a oltre cinquemila dipendenti».
Leggendo meglio la ‘mission’ che sta tanto a cuore ai dirigenti della Cmc, si scopre però un altro punto che sembra essere stato dimenticato dal presidente e dai lavoratori: «dimostrare la consapevolezza e la responsabilità di costruttori che hanno a cuore la sicurezza dell’ambiente fisico e sociale». Lo aveva già ricordato in piazza Dario Fo, rendendo esplicita questa contraddizione: «nel loro statuto le coop si impegnano a contribuire in modo costruttivo alla tutela del patrimonio ambientale – aveva detto il premio nobel – ma a Vicenza, aggiudicandosi questo appalto, si impegnano invece a realizzare un impianto militare, con depositi d’armi, sopra la più grande falda acquifera del nord Italia»
Dopo questo confronto, il Presidio Permanente ha dato quindi appuntamento ai lavoratori della Cmc al momento di inizio dei lavori di costruzione della nuova base a Vicenza: «ci rivedremo davanti alle ruspe – ha affermato Olol Jackson – Noi ci saremo».
Nel frattempo, parte la campagna nazionale di boicottaggio delle cooperative da parte dei vicentini che lottano contro la costruzione della nuova base. «Il mondo delle cooperative – ha sottolineato Cinzia Bottene – deve dire qualcosa e prendere le distanze da chi si appresta, per i profitti, a devastare il territorio vicentino. Le coop sappiano che il silenzio del mondo delle cooperative sull’aggiudicazione degli appalti equivale alla complicità».

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