Questa volta si può proprio dire: «manifestazione bagnata, manifestazione fortunata». Non se l’aspettavano, a Vicenza, che il corteo «annacquato» di ieri sera sarebbe stato il preludio della decisione di rinviare a martedì 29 luglio la convocazione del Consiglio di Stato in merito alla vicenda Dal Molin [inizialmente in programma per oggi].
Diluviava ieri sera a Vicenza, mentre un corteo di 1500 persone sfilava dal Presidio Permanente di ponte Marchese fino all’ingresso dell’aeroporto Dal Molin, «per difendere la sentenza con la quale il Tar ha sospeso ogni attività per la realizzazione della nuova base Usa a Vicenza e per controllare che i cancelli dell’aeroporto restino chiusi ai mezzi delle cooperative che hanno vinto l’appalto irregolare». Le donne – vestite di bianco e provviste di scolapasta, pentole e mestoli – aprivano il corteo. Dietro di loro, e sotto la pioggia battente, seguivano i vicentini contrari alla costruzione della nuova base militare a stelle e strisce.
Scoccava alla mezzanotte l’ora del passaggio dell’aeroporto dal demanio militare a quello civile e il timore dei No Dal Molin era che l’aeroporto fosse subito consegnato ai militari statunitensi, in barba alla sentenza del Tar del Veneto dello scorso 18 giugno. Per controllare che la sospensiva dei lavori fosse rispettata, a manifestazione conclusa, alcune decine di persone sono rimaste a presidiare i cancelli del Dal Molin tutta la notte. «Si inaugura stasera un nuovo Presidio – aveva detto Francesco Pavin – per vigilare sul rispetto della sentenza del Tar fino alla decisione del Consiglio di Stato, attesa per domani».
Nel primo pomeriggio di oggi i No Dal Molin erano ancora al «nuovo Presidio», quando è arrivata, inaspettata, la notizia che il Consiglio ha rinviato la discussione sulla vicenda Dal Molin a martedì 29 luglio. Una nuova boccata d’aria per il movimento: «il ministro La Russa – hanno detto dal Presidio Permanente – avrebbe voluto imporre una forzatura di fronte alla sospensiva imposta dal Tribunale amministrativo del Veneto, invece dovrà portare pazienza e aspettare la fine di luglio per la prossima udienza. Nel frattempo, il movimento vicentino continuerà a vigilare perché l’ordinanza del Tar non sia violata da chi in questi giorni ha dimostrato un’immotivata fretta».
Questa sera, come ogni martedì, ci sarà l’assemblea del Presidio, ma con un cambio di «location»: anziché a ponte Marchese, i No Dal Molin si troveranno al nuovo Presidio, davanti ai cancelli dell’aeroporto.
Forse gli statunitensi non saranno i soli ad andare in ferie [come hanno suggerito dal Presidio, visto che per ora i militari non potranno entrare al Dal Molin]: a quanto pare, anche i presidianti potranno concedersi un po’ di meritato riposo.
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