I No Dal Molin verso il referendum del 5 ottobre

Le cariche di polizia, carabinieri e guardia di finanza, al sit in pacifico, ed autorizzato, di sabato scorso, hanno segnato un radicale cambio di fase per il movimento vicentino «No dal Molin». Si è trattato del primo vero e proprio «contatto» – documentato da un video che sta facendo il giro del rete e incredibilmente definito dalla stampa vicentina «tafferugli» – tra il movimento e le forze dell’ordine, a parte l’episodio minore accaduto alla stazione ferroviaria ai primi di agosto dopo la consegna ufficiale dell’area dal Molin agli americani.
«Contatto» che viene analizzato e soppesato nelle riunioni che si susseguono presso l’affollatissimo festival, organizzato dal presidio permanente, in corso a Caldogno, nella cintura periferica di Vicenza e a poche centinaia di metri dall’aeroporto Dal Molin. «Tra la lettera Di Berlusconi al sindaco vicentino Achille Variati, giunta venerdì e in cui si chiede l’annullamento del programmato referendum sulla nuova base militare, e le cariche di sabato mattina – racconta Marco Palma, portavoce del movimento No Dal Molin – si va concretizzando quanto auspicato dal commissario governativo Paolo Costa non più di un anno fa: estirpare il dissenso vicentino dalle radici». «Dopo quella indirizzata a Variati, le cariche della polizia rappresentano la seconda lettera del governo ai vicentini – analizza Francesco Pavin del movimento contro la base – che, in vista del referendum del 5 ottobre, dovranno affrontare un momento politico teso e cruciale».

Il cambiamento di fase non impedisce al movimento di confermare le mobilitazioni già in programma, come quella prevista per mercoledì prossimo, in occasione della visita in città del ministro della cultura Sandro Bondi, probabilmente accompagnato dall’ex sindaco di Forza Italia Enrico Hullweck. «Sarà un’occasione – racconta Palma – per informare, con video, volantini, foto ed un dossier preparato ad hoc, i cittadini vicentini di quello che veramente è accaduto sabato scorso: una carica a freddo contro un sit in pacifico».
Sul fronte istituzionale, nel frattempo, si muove Cinzia Bottene, consigliere comunale della lista ‘Vicenza libera’, diretta espressione del presidio permanente, che domani mattina incontrerà il sindaco Variati anche per presentargli il video della manifestazione «perché possa rendersi conto degli atti di violenza compiuti contro cittadini vicentini inermi» e che in serata depositerà, durante il previsto consiglio comunale, una interrogazione in merito al comportamento della polizia.

L’appuntamento più atteso è comunque quello della manifestazione di sabato 13 settembre quando il movimento No Dal Molin ha in programma un corteo pomeridiano per le strade di Vicenza: un test per misurare quanto l’intervento delle forze dell’ordine possa aver davvero allontanato, come si paventa, i vicentini dalle mobilitazioni.
Nel frattempo è partita la richiesta di dimissioni del questore Giovanni Sarlo – «portatore in città di meccanismi di violenza» è l’asciutta definzione di Palma – presente durante le cariche di sabato mattina. E’ dal suo insediamento, i primi giorni di questa anno, che si registrano tensioni durante le frequenti iniziative dei «No Dal Molin»: «prima del suo arrivo passato tutto si era svolto nella massima tranquillità – sottolinea Palma-, alla richiesta di dimissioni – racconta – speriamo si associno in tanti, paradossalmente anche di chi è per il sì alla base, è una ‘semplice’ questione di agibilità democratica». In questi giorni il festival prosegue macinando, tra concerti, dibattito e ottima cucina, centinaia e centinaia di presenze e mostrando con tutta evidenza il carattere popolare del movimento e la simpatia della cittadinanza per le ragioni dei «No dal Molin». Un segnale di buon auspicio per le sorti del referendum del 5 ottobre e un vero e proprio incubo per i responsabili politici ed istituzionali del paese.

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