Chi ha paura del referendum vicentino?

Mancano circa quindici giorni alla consultazione indetta dal comune di Vicenza sulla nuova base militare Usa [o meglio: sull’ipotesi che il comune si attivi per acquistare i terreni demaniali dell’aeroporto Dal Molin, dove la base stessa dovrebbe sorgere, destinandoli ad uso civile]. Ma tutto è ancora una volta appeso a un filo: questa volta ciò che potrebbe rimettere tutto in discussione è il ricorso portato presso il Tar di Venezia dal comitato per il Sì al Dal Molin, che contesta la validità della consultazione perché toccherebbe temi di politica internazionale al di fuori delle competenze comunali.

I giudici del tribunale amministrativo si sono riuniti ieri; per oggi era prevista la sentenza; ora fonti del comitato per il sì dicono che bisognerà aspettare fino a domani. Se il Tar desse ragione ai ricorrenti, potrebbe emettere un’ordinanza che sospende la validità della consultazione. Impedendo così che per la prima volta, a cinque anni dai primi colloqui intergovernativi in cui si discusse della nuova installazione militare, siano finalmente i vicentini a dire la loro su un progetto imposto dall’alto.
Il clima intorno a questa consultazione «postale» [in pratica il comune spedirà a casa dei cittadini una lettera con il quesito, che poi si dovrà consegnare domenica 5 ottobre in appositi centri di raccolta] si sta facendo incandescente. E la posta in gioco è più che mai simbolica, politica. Di fronte a un forte no certificato con regolari schede e urne, il fronte che da due anni spinge per la costruzione di questa colata di cemento ad uso e consumo dell’esercito Usa troverebbe qualche difficoltà in più nel far passare l’inizio dei lavori.

Per questo, negli ultimi giorni, gli attacchi contro la consultazione continuano intensamente sulla stampa locale. Aveva iniziato due settimane fa il premier Silvio Berlusconi, scrivendo una lettera al sindaco Achille Variati in cui gli ordinava di abbandonare la strada referendaria.
Ieri, mercoledì 17 settembre, a parlare è il commissario straordinario per la costruzione della base, Paolo Costa. Un intervento che ha la leggerezza di un pugno sul muso: «Questo referendum è intrinsecamente antidemocratico perché teso a rendere inefficiente la nostra democrazia opponendosi alle istituzioni nazionali, le sole titolate a decidere in materia di politica estera e di difesa per conto dell’intera comunità – così sostiene Costa – Non è un problema di democrazia diretta o di democrazia rappresentativa, è che in materia di politica estera e di difesa il ‘potere del popolo’ si esercita solo attraverso il livello di governo nazionale. Per questo il referendum voluto dal sindaco Variati è un esercizio antidemocratico, poiché cerca di prevaricare l’interesse nazionale in nome di un interesse locale non costituzionalmente tutelato». Insomma, il commissario [europarlamentare del Pd ma dai modi «bipartisan»] recentemente riconfermato nel suo ruolo dal governo Berlusconi definisce «prevaricazione» l’ascolto dell’opinione dei vicentini.

La risposta del sindaco Variati non ha tardato ad arrivare: «Costa la smetta di dire stupidaggini – ha detto Variati – Non è vero che il Comune si sta occupando di affari di politica internazionale. Anche con questa consultazione ci occupiamo di questioni ed aree che riguardano il nostro territorio e agiamo all’interno delle competenze dell’ente locale». «Quanto poi all’affermazione di Costa che la consultazione sia antidemocratica, la ritengo una vera stupidaggine, perché il chiedere un parere ai cittadini è l’esatto contrario di un’azione antidemocratica – prosegue il sindaco – E poi non accetto lezioni di democrazia da chi ha dato, a suo tempo, consigli al governo su come soffocare il dissenso della comunità locale sulla nuova base».
Intanto, i primi camion hanno iniziato a portare via dal sito dell’aeroporto materiali edilizi: lavori propedeutici all’inizio del cantiere vero e proprio.

Tags assegnati a questo articolo: No dal Molin, democrazia

Mail_long
11 ottobre 20 ottobre 4 novembre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abbonati abdul abiti puliti aborigeni Abruzzo acqua Afganistan Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids alitalia alta velocità altra economia altra politica altraeconomia Amazzonia ambiente America latina Americhe 2004 animalisti Annapolis antifascismo antimafia antimafia sociale Antiproibizionismo antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api aprilia Argentina Armenia armi Atene 2006 atomiche auser Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Bamako banca Banca mondiale Bangladesh banlieues basi basi militari Basilicata bene comune beni comuni Bergamo bilanci partecipativo biocarburanti biodiversità biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein bollywood Bologna Bolzano borse Brasile brimania Britel Bulgaria bussolengo Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Camerun Campania cantautore cantieri cantieri sociali Caracas Caracas 24/29 gennaio carbone carcere carovita carta Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro Cisgiordania città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia comboniani commercio commercio equo commercio equo. decrescita comuni comunicazione Congo conoscenza consumi