Il vile silenzio che assorbe la vicenda Dal Molin è stato interrotto ieri da un rumore assordante. Un crollo, per la precisione. Per la prima volta da oltre due anni, il frastuono viene proprio dal luogo del silenzio per eccellenza: lo stesso aeroporto Dal Molin. È il fragore delle macerie che cadono: il rumore dell’inizio delle demolizioni all’interno dell’area scelta per costruire la nona base militare a stelle e strisce in Italia.
Proprio ieri il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, aveva ribadito a colloquio con il capo del Pentagono la ferma volontà di onorare gli impegni assunti a Vicenza con il governo statunitense. Ed ecco quindi, servite nel silenzio più totale, le prime demolizioni per fare spazio ai sacrosanti progetti americani.
I vicentini stanno ancora aspettando la sentenza definitiva del Tribunale amministrativo del Veneto sul ricorso presentato dal Codacons e dal Coordinamento dei comitati sull’inizio dei lavori al Dal Molin. La prima denuncia dell’avvio delle demolizioni viene dal Presidio Permanente No Dal Molin. «È questa la democrazia esportata dagli statunitensi che, fregandosene del parere dei cittadini, hanno avviato le demolizioni in gran segreto.
È la trasparenza promessa dal commissario Paolo Costa e dal governo italiano. Ed è la dimostrazione del disprezzo di questi personaggi per l’opera della magistratura e per la legalità. Le demolizioni sono la miglior metafora di quanto sta avvenendo a Vicenza – concludono dal Presidio Permanente – gli statunitensi vogliono demolire il patrimonio della città per realizzare un nuovo strumento di guerra».
E subito è stata annunciata la nuova «campagna d’autunno» per fermare l’inizio dei lavori. Il primo appuntamento è per venerdì 24 ottobre, alle 16,30 alla rotatoria di viale Ferrarin, vicino all’ingresso militare dell’aeroporto. «Aspetteremo i lavoratori incaricati delle demolizioni e cercheremo di parlare con loro – spiega Francesco Pavin, del Presidio Permanente – sono disposti a prendersi la responsabilità di lavorare contro i cittadini di Vicenza per la realizzazione di una struttura di guerra?»
ma il sindaco Variati, sottolinea che le ruspe stanno semplicemente proseguendo nelle opere di bonifica del sito già avviate da tempo. «Ho sentito il Comando della Ederle e posso dire che al Dal Molin stanno proseguendo solo ed esclusivamente le già annunciate attività di bonifica». Secondo Variati »è un errore, quindi, come fa il presidio permanente, annunciare con toni allarmistici la partenza del cantiere realizzativo: tanto più visto che ancora manca il progetto definitivo dell’opera».
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