Un villaggio abusivo per gli operai del Mose

I lavori per la costruzione del Mose proseguono, anzi, sono arrivati ad una fase cruciale: la costruzione dei noti cassoni in calcestruzzo, della grandezza di un condominio ciascuno. Intanto però cresce la necessità d’alloggio per i cinquecento operai impegnati nei lavori, previsti almeno per i prossimi cinque anni. La commissione di Salvaguardia ha quindi approvato in questi giorni un progetto per un villaggio destinato a questo scopo. Località prevista per il villaggio, Santa Maria del Mare, piccolo paese d’interesse naturalistico ed architettonico, alla fine dell’isola del Lido. Il progetto, bocciato in prima istanza dalla sovraintendenza ai beni ambientali ed architettonici poiché l’area prevede stretti vincoli ambientali, è stato ad un anno di distanza approvato, senza alcuna relazione paesaggistica, prevista per legge per ogni opera che modifichi un sito. Inoltre la commissione ha respinto altre soluzione d’alloggio e la ristrutturazione di alcuni edifici già esistenti, come le ex-colonie estive degli Alberoni, a pochi chilometri dai cantieri: soluzione oggettivamente più vantaggiosa da un punto di vista economico, ambientale e sociale [la struttura a lavori ultimati potrebbe essere utilizzata con altri scopi]. A tal proposito l’Assemblea permanente No Mose intende presentare un esposto alla corte dei conti e interessare gli organi competenti della Comunità Europea.

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