Il pacchetto Bersani, presentato il 19 febbraio, sembra cercare di andare nella direzione giusta. Le azioni, per ora sulla carta, per «clima, efficienza energetica e innovazione industriale» piacciono alle associazioni ambientaliste. Tra le misure, alcuni benefici che riguardano la riqualificazione degli edifici, la mobilità sostenibile [il gpl sarà detassato del 20 per cento] e incentivi al sistema agroenergetico [è prevista la riduzione della tassazione del bio-diesel dell’80 per cento in meno rispetto al gasolio], ma anche incentivi per l’uso del fotovoltaico e della bioedilizia.
Per attuare il nuovo «pacchetto» il governo spenderà un miliardo di euro in tre anni, 350 dei quali saranno disponibili da subito. Bersani ha definito l’iniziativa «un vero e proprio piano nazionale per l’efficienza energetica», e a sostenerlo c’è naturalmente anche il presidente del consiglio Prodi, che ha parlato di «una strategia chiara di risparmio energetico, ottimizzazione delle risorse e ricorso a nuove forme di energia per cambiare finalmente registro nella politica energetica italiana».
«È un ottimo punto di partenza–ha commentato Roberto Della Seta, presidente di Legambiente–per invertire la rotta e marciare spediti verso la rivamente le proposte contenute nel piano perché, come spiega il segretario Michele Candotti, «prendiamo atto di due importanti novità: un riacquisito senso d’urgenza e d’unità d’intenti, sancito dal diretto coinvolgimento della presidenza del consiglio, e segnali significativi di un cambio di rotta strategica che introduce temi quali la generazione distribuita sul territorio e il risparmio energetico, dopo anni di abbandono delle politiche per il clima». Di «piano innovativo» parla anche Ovidio Marzaioli, esperto di energia del Movimento consumatori.
Sul fronte dell’Alta velocità lunedì 19 è intervenuto, a margine della presentazione del piano Bersani, il ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio. Ha detto «la Tav si farà», anche se–e questa è la novità–«senza megatunnel e decidendo le modalità con i cittadini». A dargli manforte il ministro Di Pietro, che su La Stampa ha confermato: «La Torino-Lione? S’ha da fare. La nostra tabella di marcia prevede di completare la valutazione d’impatto ambientale tra fine maggio e giugno».
Infine Gennaro Migliore, capogruppo del Prc alla camera, ha dichiarato: «Il nostro non è un no alla Tav, ma la richiesta di una gestione più oculata e di forme più sostenibili per l’ambiente».
Commenta Antonio Ferrentino, portavoce del popolo no Tav, presidente della Comunità montana Bassa Val di Susa e Val Cenischia: «Ho parlato a lungo con il ministro dell’ambiente, però nessuna decisione ad oggi è presa. Se, come sembra, si va nella direzione del potenziamento della linea storica, noi siamo d’accordo. Del resto, è quello che chiediamo da sempre».






