Cari amici dei Comitati No Tav della Val di Susa, abbiamo letto il comunicato con cui annunciate che non verrete alla manifestazione del 20 ottobre [il testo integrale è sia sul sito di Carta che su quello della manifestazione]. Siamo naturalmente dispiaciuti del fatto che abbiate deciso di non aderire. Effetto, con tutta evidenza, del fatto che la frattura, tra i movimenti come il vostro i cittadini in generale, e la politica dei partiti, è profonda, e crescente. Ed è questa la prima ragione per la quale abbiamo pensato, con un appello firmato da quindici persone, di promuovere quella manifestazione. Non certo per riportare i movimenti sotto una improbabile disciplina delle segreterie dei partiti, ma all’opposto per far notare alla politica istituzionale e al governo quanto diffusa sia la disaffezione, la diffidenza, la rabbia che nel paese stanno crescendo, ciò che deriva non solo da questo o quel provvedimento del governo, ma proprio dalla crisi della democrazia rappresentativa. Perciò speriamo che quel giorno diversi segmenti di società in movimento si incontrino e si riconoscano tra loro.
Può essere che questo tentativo non riesca, per quanto sappiamo già che in piazza verranno sicuramente migliaia di lavoratori e giovani precari, persone che si battono per i diritti civili e cooperatori sociali, migranti e altri movimenti come il vostro. Ma dubitare che noi si sia «ambigui», sulla Tav o su altri «grandi opere» vandaliche, o sulla base di Vicenza, è un grave errore. Anzi, siamo così determinati a cercare di mostrare la realtà della società italiana, che vi invitiamo alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione, la prossima settimana, di modo che possiate spiegare le ragioni per le quali non aderite alla manifestazione. Per lo meno, sarà una ulteriore occasione per far conoscere le vostre ragioni.
Gabriele Polo e Pierluigi Sullo, per il Comitato 20 ottobre
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