Aggressione a Susa contro un coordinatore del comitato No Tav

Aggressione a susa

Oggi, 3 marzo, a partire dalle 20 è prevista una fiaccolata davanti al Comune di Susa per denunciare l’aggressione subita da Franco Zaccagni, uno dei coordinatori del Comitato No Tav della zona. L’aggressione è avvenuta ieri nel tardo pomeriggio, presso uno dei seggi allestiti dal Partito democratico per le primarie che devono stabilire chi saranno i coordinatori di zona del partito. L’aggressione è stata generata dal fatto che Zaccagni ha invitato ad una maggiore coerenza politica Vincenzo Torre, capogruppo di una lista del Pd, oggi favorevole alla costruzione della linea dell’alta velocità ma protagonista di alcune foto che lo ritraggono con una bandiera No Tav. Torre ha insultato Zaccagni, minacciandolo di morte per aver diffuso le foto che lo ritraggono con la bandiera, scattate, secondo il candidato del Pd, in seguito alle minacce di alcuni militanti valsusini. Dopo il breve diverbio Zaccagni è entrato nel seggio per votare. All’uscita ha trovato ad aspettarlo tre dei fratelli Lazzaro, imprenditori locali tra i principali sponsor della lista di Torre – in gran parte formata da ex appartenenti a Forza Italia e Alleanza Nazionale – lo stesso Torre, il sindacalista Rodolfo Greco, Mario Faieta e una persona non identificata. Zaccagni e suo figlio – intervenuto a difendere il padre – sono stati aggrediti anche fisicamente. Al momento si trovano in ospedale per varie lesioni.
Giovedì 6 marzo alle 13 è invece prevista l’ultima udienza del processo a Marco Martorana presso il Palazzo di giustizia di Torino. Martorana è accusato di aver aggredito un agente della Digos durante il corteo serale del 6 dicembre a Torino, in seguito allo sgombero del presidio di Venaus. Le accuse contro Martorana sono fondate sulle testimonianze di altri agenti della Digos che presentano una serie di incongruenze di vario tipo. «Niente di nuovo, un bell’arresto deciso a tavolino di un
anarchico pericoloso e violento del mondo squatter torinese […], così si poteva testare
la repressione verso il movimento no tav, criminalizzare i cattivi nel
movimento, vedere le reazioni e poi non dimentichiamo che iniziavano le
proficue olimpiadi!», si legge nel comunicato di indizio del presidio che si terrà davanTi al Palazzo di giustizia in occasione dell’udienza.

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