No Tav

I sindaci della Val di Susa denunciano alla Procura di Torino il ministero degli Interni e il governo.–Vogliamo capire,–hanno detto,–come sia possibile sottoporre un’intera valle a un regime di occupazione militare, tanto che i cittadini sono privati di alcuni dei loro più fondamentali diritti, ad esempio quello di spostarsi come vogliono da casa al lavoro, dalla messa domenicale al bar…–

Il filosofo Paul Virilio ha fatto notare come l’invenzione di ogni tecnologia sia anche l’invenzione dell’incidente ad essa relativo. L’invenzione del treno, ad esempio, è anche l’invenzione dell’incidente del treno. La storia della tecnologia moderna è tutta una storia di accelerazioni continue. Le invenzioni vengono fatte per accelerare: gli uomini, le cose, le informazioni. La conseguenza pratica è devastante. Il diritto è innanzitutto luogo di diritto: nel momento in cui la società delle comunicazioni sempre più veloci annulla le differenze tra gli Stati, e gli Stati stessi, di conseguenza annulla anche i luoghi, e il diritto in essi rappresentato.

Vuol dire che ci restano diritti da deportati, in quanto non c’è più territorio. Ecco spiegata la nonchalanche con cui la politica nazionale arriva a imporre a una intera valle megaopere quali la Tav fregandosene del parere degli abitanti e del giudizio negativo degli esperti. Ecco spiegati i sentimenti di ribellione che si scatenano in una popolazione trattata in questo modo, col ministro delle Infrastrutture e delle Trivellazioni che fa il capataz:-Si mettano il cuore in pace, tanto l’opera si farà.–C’è un motivo valido? A ben vedere, non c’è. Ah, sì: i miliardi in ballo.

Senza dimenticare che tra Torino e Lione esistono già una ferrovia e un’autostrada appena terminata, entrambe largamente sottoutilizzate: sulla tratta ferroviaria transitano ogni anno 8 milioni e mezzo di tonnellate di merci, mentre la linea attuale può arrivare tranquillamente a 20. Con la Tav si arriverebbe a 60, ma il traffico merci atteso al 2015 è di 20 milioni di tonnellate, e questo solo disincentivando ogni camion che passa dai tunnel alpini con una tassa di 100 euro. Di fatto la linea sarà utilizzata solo per un terzo. C’è chi la pensa diversamente: sono le ditte interessate.

Ho capito che i valsusini si sarebbero ripresi Venaus quando ho letto questa cronaca: " Circolava una specie di leggenda metropolitana a Venaus, in questi giorni di presidio.–Ogni volta che arrivano le forze dell’ordine, stranamente i telefonini funzionano male, i computer si bloccano e le comunicazioni diventano difficili.–Non a caso i No Tav si erano organizzati bene: le campane della chiesa, la sirena dei pompieri, e qualcuno pronto a salire a piedi sui sentieri di montagna, per raggiungere una zona coperta dal segnale. Così è stato. Le campane hanno suonato alle 4 del mattino. (…) Alle 5, tirate giù dal letto c’erano già 200 persone a fronteggiare lo schieramento delle forze dell’ordine. " ( la Repubblica, 7 dic 05 )
Il popolo della valle chiamato a raccolta con le campane: queste non sono più solo notizie, questo è Tolkien. E Sauron Pisanu non ha speranza, contro Frodo.

Le Fs nel frattempo hanno spiegato i vantaggi dell’Alta velocità: i treni arriveranno sempre in ritardo, ma più velocemente.

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