Testimonianza di un lillipuziano-bilancista in Val di Susa

Ebbene si, il richiamo della valle ha avuto effetto anche su di me. Così il 16 novembre ho preso ferie e sono andato in Val di Susa per vedere con i miei occhi cosa sta succedendo. Ed è stata una bella, bellissima passeggiata da Bussoleno a Susa.
In un silenzio anomalo per la valle (8 km di strada senza auto), un dolce solino che sorrideva alle decine di migliaia di partecipanti (da bimbi in passeggino ai vecchi della valle c’erano tutte e tutti) e il trenino locale che passando in mezzo ai prati salutava con il suo “fiuuh fiuuh” “fiuuh fiuuh”, si ri-scopriva che la valle è ancora bella e viva.

Arrivati a Bussoleno, con il treno da Torino pieno di persone, i e le rappresentanti dei comitati ambientalisti della lombardia srotolavano il loro striscione con l’immagine dal satellite che mostra il nord Italia come una delle aree più inquinate del mondo. Segno evidente di uno sviluppo senza futuro che a un effimero e finto benessere materiale contrappone un ambiente malato che fa star male e morire.
Moltissimi gli applausi allo striscione e i ringraziamenti per essere presenti nella quasi ora e mezza in cui il corteo è sfilato davanti a noi.

Ho distribuito centinaia di biglietti delle “Ferrovie della decrescita”, un biglietto di viaggio di corsa semplice e responsabile che parte da qui, adesso e ha come destinazione la sobrietà. E’ strapiaciuto e ha dato modo di scambiare opinioni su decrescita, sobrietà, stili di vita, ecc.; argomenti non ignoti ai più.
E questo mi sembra un buon segno.
Per spiazzare le grandi opere è necessario far decollare un’economia della decrescita che viaggia a braccetto con stili di vita sobri e gioiosi.

E questo messaggio incomincia a far sognare. Non il sogno Americano ed Europeo che Jeremy Rifkin, in conferenza a Cremona nello stesso giorno, raccontava al pubblico presente in sala; un sogno che in 50 anni ha consumato / contaminato oltre il 50% delle risorse (acqua, terra, aria, materie prime) del pianeta, ma un sogno di vita, in simbiosi con l’ambiente e di solidarietà tra le persone, che permetta a noi e ai nostri figli/e e ai figli/e che verranno di vivere con gioia l’esperienza terrena.

Cosa potrebbe accadere se le migliaia di Valsusine/i che stanno bloccando l’inizio dei lavori della TAV dessero il “LA” a noi tutti per una rivoluzione pacifica verso un nuovo stile di vita, verso una decrescita gioiosa? Pensiamo a 12 piccole azioni concrete e fattibili da subito da tutte e tutti noi:
chiudere il televisore in cantina e non rinnovare più il canone (la vita è sempre meglio viverla di persona che da spettatori);
non comprare più giornali finanziati dalle grandi lobby economiche (e da noi stessi quando compriamo i prodotti che pubblicizzano sulle loro pagine);

bere l’acqua del sindaco (è buona, costa quasi nulla, non va a petrolio, non finanzia le multinazionali, non richiede tempo e fatica, ci regala qualche centinaio di euro all’anno a famiglia);
formare tanti Gruppi d’Acquisto Solidale e comprare secondo principi di solidarietà: prodotti locali, prodotti biologici, prodotti che non sfruttano chi li produce, prodotti con un prezzo trasparente, prodotti con poco o senza imballo, prodotti controllati anche dalla rete di relazioni locali;
attivare tante Banche del Tempo (il tempo come unità di misura dello scambio; il denaro può non essere più così indispensabile);
ridurre il numero di auto ed il loro utilizzo con iniziative di Car-sharing (proprietà collettiva delle auto con utilizzo in base alla necessità) e l’iniziativa Jungo (una rivoluzionaria forma di trasporto che funziona grazie alla fiducia nell’altro e la convenienza reciproca);
limitare l’uso del cellulare alle vere emergenze (non siamo forse vissuti bene fino a qualche anno fa senza questo microonde cerebrale?)
utilizzare la bicicletta per gli spostamenti inferiori a 5-10 km e i piedi per quelli inferiori a 1-2 km (fa bene al fisico e all’umore, riduce il rumore, riduce i consumi di petrolio e l’inquinamento, fa lievitare il portafoglio / riduce la necessità di lavorare per riempirlo);

investire i propri risparmi in una banca che non finanzi la produzione di armi ne la costruzione di inutili grandi opere (portare via i soldi alle banche che finanziano armi e grandi opere può avere più effetto di tanti scioperi e manifestazioni di protesta);
incrementare l’autoproduzione (perché da soddisfazione, perché è più buona, perché ci rende meno dipendenti dal lavoro salariato, perché inquina meno, perché ci mette in relazione);
utilizzare come linee guida della proprie azioni i principi delle 5 R: ridurre, riutilizzare, riparare, riciclare, responsabilità (da quando siamo diventati così irresponsabili delle conseguenze delle nostre azioni? Ad esempio pensiamo al compostaggio domestico);
riappropriarci dei tempi della nostra vita secondo il motto: più lento, più profondo, più soave (difficile a farsi dopo decenni in cui ci è stato detto il contrario, ma siamo più contenti oggi di allora? Possiamo essere orgogliosi del nostro stile di vita se pensiamo che il nostro sprecare è causa dello sfruttamento delll’80% dell’umanità e della dilapidazione delle risorse del pianeta a danno delle generazioni future? Non è forse ora di smettere di correre verso il baratro?)

Guido Vaudetto
Via Anna Frank, 25
26100 Cremona
Tel. 0372-434619
gvaudetto@lillinet.org
Rete di Lilliput nodo di Cremona
www.retelilliput.org/cremona

Alcuni link:
www.retelilliput.org
www.casseursdepub.org
www.carta.org
www.bilancidigiustizia.it
www.retegas.org
www.caterueb.rai.it
www.jungo.it
www.consorziocaes.it
www.fiab-onlus.it
www.banchearmate.it
www.bancaetica.com
www.mag6.it
www.citinv.it/associazioni/CNMS
www.solidea.org/ospiti/aitr_index.htm
www.buynothingchristmas
www.adbuster.org
www.altreconomia.it

Mail_long
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abiti puliti aborigeni acqua Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi Atene 2006 atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein Bologna Brasile brimania Britel Bulgaria Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali Caracas 24/29 gennaio carbone carcere Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia commercio commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione conoscenza consumi consumo critico contadini controvertice cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi alimentare critical mass Cuba De Gennaro Deavos decrescita decrescita. agricoltura biologica democrazia detenuti detenzione diritti diritti globali diritti umani disarmo documentario donne droghe ecologia ecomafia economia Ecuador editoria Egitto