Alle 10,40 di lunedì 12 luglio, la Cap Anamur ha finalmente attraccato a porto Empedocle e un’ora dopo i suoi passeggeri sono stati caricati su un paio di pullman e “trasferiti” nel Centro di permanenza temporanea di Agrigento.
Questa vicenda, che non si è affatto conclusa e sulla quale sarà necessario “vigilare” attentamente nelle prossime ore, nei prossimi giorni, solleva alcune domande cruciali e sollecita alcune risposte.
1] Perché Germania e Italia continuano a rimpallarsi i 37 rifugiati quando non c’è giorno che gommoni, canotti, barche di ogni tipo non cerchino di sbarcare sulle coste italiane con decine, spesso centinaia di migranti a bordo?
Perché la Cap Anamur e il suo “carico” sono diventati un simbolo: scomodo per i governi, straordinario per chiunque pensi che la libera circolazione delle persone è un diritto e l’accoglienza una forma indispensabile di convivenza civile.
2] Perché è stato scelto il Cpt di Agrigento per “ospitare” i 37 sudanesi che chiedono asilo politico? E, soprattutto, cosa c’entra un Cpt con i rifugiati?
Le risposte che ci sentiamo di avanzare sono un paio: la prima è che, definito dal consigliere verde Micciché “una vergogna”, il Cpt di Agrigento deve la sua fama alla superblindatura che impedisce a chiunque, anche ai deputati, di compiere sopralluoghi, anche se previsti dai trattati internazionali. E’ una zona grigia, un cuneo d’ombra e perciò utilissimo a far scomparire le persone che malauguratamente vi vengono rinchiuse. Tanto più se, proprio in questi giorni, la camera discute della legge sul diritto d’asilo in termini che, pare di capire, poco di buono fanno sperare.
3] Perché l’Italia ha atteso così a lungo per avere una legge sui richiedenti asilo? Non è che l’Europa stia messa meglio e, ad esempio, la legge tedesca concede poco e chiede molto. Tuttavia esiste. L’Italia, invece, si è fino ad ora perfino rifiutata di ammettere che ci fossero intere popolazioni costrette all’esodo da guerre, conflitti interni, persecuzioni. Prenderne atto avrebbe comportato attrezzarsi, praticamente e politicamente.
Il nodo che il parlamento è chiamato a sciogliere con la discussione di una legge sui rifugiati, chiama dunque in causa non solo il destino di interi paesi oppressi ma anche la storia di molti paesi oppressori.
L’accoglienza non può essere solo un atteggiamento di solidarietà, deve cominciare a essere il segnale del cambiamento di una cultura. Sui 37 della Cap Anamur pesa anche questa scommessa.
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