A Roma è rimasto in vita un solo mercatino rom, nel municipio VII, tutti gli altri sono stati chiusi, lasciando centinaia di persone senza lavoro. Commerciano oggetti usati raccolti nei cassonetti e svolgono così, di fatto, anche un servizio per la città perché sottraggono una significativa quantità di materiali altrimenti destinati alla discarica. Ma questa economia informale è considerata criminale e da reprimere in nome dell’ordine e della sicurezza. «Spesso ci accusano di essere tutti ladri, ma non abbiamo intenzione di rubare. Chiediamo di essere regolarizzati perché il nostro lavoro onesto venga garantito» avevano detto un mese fa i rom durante la manifestazione organizzata subito dopo il violento sgombero, da parte dei vigili urbani, del loro mercato di lungotevere Dante, attiguo allo storico mercato di Porta Portese.
Tornano a chiederlo domani, mercoledì 28 dalle 11 alle 14, sotto al Campidoglio, offrendo la disponibilità a cercare soluzioni concrete
insieme all’amministrazione. «Ci rendiamo conto che la filiera dell’usato attualmente porta con sé numerosi problemi, principalmente
legati all’igiene e all’infiltramento di merci rubate–dice l’associazione Shishiri Lavoro–Per questo chiediamo la convocazione di un tavolo istituzionale». A fianco degli operatori dell’usato c’è, come sempre, l’Occhio del riciclone. www.occhiodelriciclone.com
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