Stamattina a Roma, sotto il Campidoglio, si è svolta una manifestazione indetta dall’associazione Shishiri e dall’Occhio del Riciclone, in favore dei lavoratori rom impegnati come operatori dell’usato. Erano presenti rom slavi e rumeni, cristiani e musulmani, per fare fronte comune a un problema che rischia di emarginarli più di quanto non lo siano già. Si sono riunite sotto l’ufficio del sindaco decine di famiglie rom provenienti da tutti i campi della città per protestare contro la chiusura dei mercatini dell’usato gestiti da rom nella città. Gli operatori rom del riuso sottolineano l’importanza della loro attività in ambito sociale, economico e ambientale.
Per l’Occhio del Riciclone «i mercatini rom hanno un evidente valore sociale, economico e ambientale, dando lavoro a centinaia di famiglie, che recuperano materiali usati e li reimmettono sul mercato, snellendo la mole di nelle discariche. Inoltre l’espansione dei mercatini, vista come una minaccia dalle istituzioni, dimostra che il settore è produttivo e in espansione».
Le proposte lanciate durante il sit in sono la regolamentazione e il riconoscimento istituzionale dei mercatini rom, per evitare ai tanti operatori di pescare nei cassonetti [garantendo condizioni igieniche più umane] e permettere loro di acquistare le merci usate selezionate nelle isole ecologiche.
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