Ordinanza «antisbandati», il contagio si estende: dopo la Lega si allineano anche Udc, Regione Veneto e Comune di Milano. E contro i sindaci che non firmano si apre la caccia a «paurosi e opportunisti».
L’ordinanza firmata del sindaco leghista di Cittadella Massimo Bitonci, che nega la residenza nel suo comune a chi non dimostri di essere in grado di mantenersi con un reddito minimo, fissato a 5 mila euro all’anno, ha aperto la breccia, e ora la diga sta franando.
Quaranta sindaci leghisti in giro per il Veneto hanno seguito la linea del collega padovano. L’Udc guidata dal senatore Antonio De Poli, infatti, non vuole passare per morbida, e ha lanciato con 15 sindaci una direttiva che sostanzialmente aderisce alla linea Bitonci, pur con un approccio più soft. Dopo la firma dell’ordinanza anche a Treviso, la valanga sembra inarrestabile: la giunta regionale ha annunciato un atto di indirizzo per i comuni, e, su spinta leghista, anche il comune di Milano sta esaminando la pratica. Una «Lista civica federalista» di San Giorgio in Bosco [Padova], sta già diffonendo un volantino che definisce Bitonci «degno capo di una giunta di coraggiosi», qualificando come «paurosi e opportunisti» gli amministratori come Leopoldo Marcolongo, primo cittadino di San Giorgio [di centrodestra], reo di aver criticato pubblicamente il collega cittadellese in nome dell’accoglienza. «Ora sapete chi ringraziare se avrete furti o subirete violenze» minaccia il volantino.
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