L’assemblea delle reti e associazioni dei migranti ha lanciato per sabato primo dicembre una giornata di mobilitazione, in decine di città italiane, per chiedere il ritiro immediato del protocollo con le Poste sul rinnovo dei permessi di soggiorno e per l’introduzione di un meccanismo di regolarizzazione ordinaria. Il decreto flussi 2007, pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale, fa ancora una volta finta di non sapere che quasi tutti quelli che useranno queste quote sono già presenti sul territorio italiano, e sono molto più delle 170 mila persone previste sulla carta. I pochi fortunati che riusciranno a ottenere la prenotazione saranno costretti a tornare – senza documenti in regola – nel loro paese di origine, dove chiederanno al consolato italiano il visto di ingresso.
Ma questo è il meno, visto che il decreto flussi è una vera e propria «lotteria» come ha denunciato oggi il Coordinamento per Roma democratica e solidale. «Vince l’ingresso – dice il coordinamento – chi arriva prima». Questa volta però «le file si sposteranno dagli uffici postali ai meno visibili percorsi del web». Nel corso di una conferenza stampa è stata denunciata «la mancanza di trasparenza»: non si sa infatti come verrà garantito il rispetto dell’ordine di arrivo delle domande, e «l’ingiustizia del nuovo sistema», che impedisce alle associazioni di accedere alla procedura, riservata ai datori di lavoro. Il Coordinamento ha chiesto l’ampliamento delle quote di ingresso, una regolarizzazione dei migranti che vivono in Italia, l’eliminazione del tetto di cinque domande da inviare dallo stesso computer e la possibilità di assumere persone che sono state precedentemente espulse. Per non parlare della legge Bossi-Fini, tuttora in vigore. Appuntamenti a Bologna, Milano, Roma, Rimini Padova davanti alle poste centrali…
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