Bengalesi in sciopero della fame e della sete a Roma

I bengalesi del presidio di piazza San Giovanni in Laterano, a Roma, sono in sciopero della fame della sete da ieri pomeriggio. Stanotte circa duemila persone hanno dormito per terra, all’aperto su materassi improvvisati di cartone e poche coperte per coprirsi dal freddo.
A causa del ciclone Sidr che ha colpito le coste del Bangladesh lo scorso luglio, lasciando 8 milioni di persone senza casa, senza cibo e senza generi di prima necessità, migliaia di bengalesi sono stati costretti a lasciare il loro paese. Solo in Italia sono arrivati in 20 mila.
Dal 9 gennaio con un presidio permanente in piazza San Giovanni in Laterano, chiedono al governo un permesso di soggiorno umanitario per lavorare in modo dignitoso, cioè al pari di qualsiasi altro cittadino. La loro lotta è diventata quella delle migliaia di lavoratori migranti di diversa origine che sopravvivono ogni giorno senza lavoro e senza soldi nell’indifferenza delle istituzioni.
Nel pomeriggio di ieri, la comunità bengalese ha ha promosso un’assemblea pubblica per raccontare lo stato della protesta. Durante l’assemblea il portavoce della comunità bengalese in Italia, Bachiu ha ribadito i motivi della mobilitazione: «Ci siamo rivolti alle istituzioni per avere quello che rivendichiamo – ha detto Bachiu – come un diritto. Ma, fino ad oggi non abbiamo ottenuto nessuna risposta in questo senso». Già sette bengalesi sono stati portati in ospedale per il freddo di questa notte e la situazione si fa ogni ora più critica. «Per noi» aggiunge Bachiu a questo punto «certificato di morte o permesso di soggiorno è lo stesso».

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