Salgono a 16 i ricoveri di cittadini bengalesi che da due giorni stanno effettuando uno sciopero della fame e della sete in piazza San Giovanni. Motivo della protesta, la richiesta dei rappresentanti della comunità, al governo italiano, di riconoscere lo stato di emergenza politica e umanitaria del Bangladesh dopo il passaggio del ciclone Sidr che ha devastato il paese. Questa mattina, in una conferenza stampa, l’associazione Dhuumcatu ha denunciato l’immobilismo delle autorità italiane a distanza di un mese dalla convocazione, al Viminale, del Tavolo sull’emergenza Bangladesh. «Dopo l’incontro del 9 gennaio col prefetto di Roma – dice l’associazione – le istituzioni nazionali e locali non hanno ancora riconosciuto la protezione umanitaria per i cittadini bangladesi presenti in Italia, impossibilitati ad aiutare le proprie famiglie in difficoltà. Non possiamo essere lasciati soli in questo momento drammatico». «Un impegno urgente – conclude l’associazione–visto che al secondo giorno sono già 16 i migranti colpiti da malore e diverse decine soccorse dall’unità mobile del 118, disposta presso lo stesso presidio a piazza San Giovanni in Laterano».
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