Un gruppo di famiglie rom ha occupato questa mattina un capannone industriale abbandonato e un piazzale in zona Quintiliani, a Pietralata. Si tratta di circa sessanta persone, tra cui molte donne e moltissimi bambini, di origine rumena che abitavano già nel quartiere e in altre borgate della Tiburtina. L’area occupata è destinata a grandi trasformazioni, legate ai progetti dello Sdo [il «Sistema direzionale orientale» che porterà alcuni uffici ministeriali, sedi de La Sapienza e parcheggi in zona]. «I rom, che hanno già pulito e tentato di recuperare l’area abbandonata, chiedono di non essere allontanati e divisi», dice Antonio Medici, vicepresidente del Municipio V [Prc], tra i primi ad accorrere questa mattina nell’area occupata insieme a rappresentanti di alcuni associazioni come l’Arci. La situazione è molto tranquilla, dicono quelli dell’Arci, ed è chiaro che il motivo principale dell’occupazione è quello di superare il clima di paura che si è creato nei confronti dei rom e tra i rom per gli sgomberi e le aggressioni degli ultimi mesi registrati a Roma; le famiglie occupanti hanno anche detto di essere disponibili a spostarsi e a pagare i servizi per l’eventuale allaccio di elettricità e acqua.
«Dobbiamo prendere atto che gli sgomberi non servono a niente–aggiunge Antonio Medici–, per questo occorre aprire subito un dialogo per trovare con quelle famiglie un accordo per migliorare le loro condizioni di vita. Proporrò alla giunta del Municipio V di convocare il Tavolo interistituzionale, previsto da un ordine del giorno approvato dal consiglio municipale in gennaio e che coinvolge anche associazioni e gli assessorati del Comune, per sperimentare forme di autorecupero dell’area con i protagonismo dei rom, come già fatto con successo in altre città. Abbiamo un’importante occasione per avviare a Roma poltiche davvero di accoglienza nei confronti dei rom». Il prefetto di Roma Carlo Mosca, che più volte in questi mesi ha detto che di non voler più mettere a disposizione uomini e mezzi per gli sgomberi dei rom, sarà informato dell’occupazione nel pomeriggio, in occasione della mobilitazione per il decreto flussi promossa dalle reti antirazziste e dalle comunità dei migranti.
Il Municipio V è lo stesso degli sgomberi dei rom, voluti dall giunta Veltroni, che vivevano lungo le rive del fiume Aniene, a Ponte Mammolo. Questa mattina nell’area occupata [a due passi dalla fermata della metropolitana Quintiliani] sono intervenuti anche vigili municipali e alcuni uomini della polizia, ma il clima è stato molto disteso, sia per la presenza di associazioni come l’Arci che per la solidarietà spontanea di alcune famiglie locali. Carmela, una signora di origine sarda che abita in un appartamento a due passi dall’area occupata, è stata tra le prime a intervenire portando sedie e scope ai rom. Questa sera alle ore 21 è in programma un’assemblea [in via delle Cave di Pietralata 81] aperta ai cittadini e alle associazioni del territorio, mentre sabato alle ore 11 ci sarà una conferenza stampa, alla quale parteciperanno associazioni e i rappresentanti della Sinistra Arcobaleno del Municipio V e del Comune di Roma.
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