In risposta alle domande d’asilo umanitario di 6 mila cittadini bengalesi, arrivate nelle ultime settimane alla questura di Roma, il ministero dell’interno ha diffuso sabato una nota precisando che «se non sussistono fondati motivi di persecuzione nel paese d’origine non è giustificata la concessione della protezione umanitaria». Dal mese di dicembre migliaia di cittadini bengalesi chiedono un permesso di soggiorno temporaneo a causa dell’emergenza ambientale che ha colpito la regione asiatica, provocando migliaia di vittime e danni all’agricoltura. Dalla nota del Viminale emerge il dubbio che «qualcuno con intento strumentale stia alimentando aspettative infondate che non potranno essere soddisfatte», precisando che l’intervento promosso dalla circolare del 9 gennaio scorso, bloccando le espulsioni e agevolando le pratiche di ricongiungimento familiare «esaurisce le iniziative che allo stato attuale il ministero può adottare in relazione all’emergenza umanitaria» in Bangladesh.
Tags assegnati a questo articolo: intercultura, globalizzazione, migranti






