Uomini, donne e giovani che si accalcano all’ingresso del palazzo del Centro cittadino per le migrazioni di Roma, nel tentativo di varcare la soglia e salire ai piani superiori, dove con un po’ di fortuna potranno trovare un nuovo impiego in Romania. Sono immigrati romeni, accorsi in massa al civico 41 di via Assisi per la prima giornata della «Borsa dei posti di lavoro disponibili in Romania per i cittadini romeni». Un progetto voluto dal governo di Bucarest, che ha per obiettivo l’incontro diretto tra la domanda e l’offerta di lavoro e che mira al rimpatrio di un alto numero di operai specializzati, soprattutto nel settore dell’edilizia. Alla fine saranno circa mille le persone che si sono presentate [per 7.500 offerte di impiego] soltanto il primo giorno. Il progetto potrebbe essere presto ripetuto a Milano e Torino, dove la comunità rumena è più grande. Uno dei motivi principali dell’iniziativa, hanno fatto sapere da Bucarest, è legato allo sfruttamento del lavoro nero che soltanto nel Lazio riguarda oltre oltre ventimila romeni operai edili, insomma migliaia di persone si sarebbero stancate di lavorare senza contratti e senza condizioni minime di sicurezza nei cantieri di Roma e del Lazio; ma evidentemente anche il clima di razzismo nei confronti dei migranti romeni [cresciuto in modo esponenziale dopo la morta di Giovanna Reggiani a Roma e il clima di caccia al migrante costruito da media e forze politiche] sta convicendo migliaia di migranti ad accettare salari più bassi. Di certo, sarebbe interessante indagare sulle condizioni reali di lavoro offerte dalle aziende in Romania, tra cui anche imprese italiane.
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