La signorina Esse

C’è una signorina [o signora] che conoscemmo all’epoca delle grandi manifestazioni contro la guerra in Iraq: si chiama Enrica Mogherini e veniva alle riunioni del comitato «Fermiamo la guerra» a nome della Sinistra giovanile dei Ds. Oggi, come lei stessa ha raccontato a un giornale, si occupa di segnalare a Walter Veltroni gli episodi di cronaca utilizzabili in campagna elettorale. Presumiamo che l’uscita del leader del Pd sulla legge contro i pedofili, e la loro «castrazione chimica», nascesse da un episodio avvenuto ad Aosta: un insegnante, già preso con le mani nel sacco della «pedopornografia», era stato reintegrato nella stessa scuola. Scandalo, sconcerto e condanna unanimi: dove l’importante è l’aggettivo, perché il trucco consiste nel dire qualcosa su cui sono tutti d’accordo. Si chiama «stare al centro». E il governo Prodi, come quel cavaliere che non se n’era accorto [il quale andava combattendo ed era morto], ha subito approvato il decreto sulla sicurezza, antipasto delle leggi contro i pedofili, i romeni, i rom, i lavavetri e altri spauracchi, che Veltroni promette [a proposito del fare argine contro Berlusconi].
Il fatto curioso è però che la signorina Esse [come Sicurezza] non abbia segnalato a Walter la strage di donne e bambini su una strada di Fiumicino, alle porte di Roma: un’auto ha ucciso cinque di queste persone, che aspettavano lo scuolabus. Eppure, il fatto era interessante per almeno due motivi. Il primo: che quella strada è diventata un autodromo dacché lì vicino è stato aperto uno dei mega centri commerciali che il sindaco Veltroni ha autorizzato a decine, nella capitale. Il secondo: che tre di quelle persone, una madre e le due figlie, erano rumene, povera gente che vive nelle estreme periferie, si guadagna la vita con grande fatica, e manda perfino le bambine a scuola. Anzi, le mandava. Alla loro sicurezza chi bada? Dovremmo «castrare» gli automobilisti assassini? O i sindaci amici dei palazzinari?

Tags assegnati a questo articolo: globalizzazione, intercultura, partecipazione, migranti

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