Affidare ai servizi sociali e coinvolgere nel volontariato coloro che sono responsabili d’istigazione e violenza razziale, inserendoli in un percorso di «sostegno attivo e guidato» alle persone vittime di tortura. E’ la proposta che il professor Aldo Morrone, direttore dell’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti, illustrerà domani a «ingresso Lib(e)ro», la Giornata dei lettori e delle letture che si terrà al Centro congressi di via Rieti. Nel corso della giornata il professor Morrone presenterà anche il libro «Oltre la tortura- Percorsi di accoglienza con rifugiati e vittime di tortura», che racconta le storie dei rifugiati politici e il lavoro svolto dall’Istituto San Gallicano di Roma. Proprio qui, dal 1985, sono state curate migliaia di migranti, regolari e privi di permesso di soggiorno, provenienti da oltre 150 Paesi. Un intervento terapeutico che si è valso della collaborazione di medici, antropologi, psicologi e mediatori culturali, rivolto a persone richiedenti asilo politico, spesso rifugiati e vittime di tortura. «Pazienti così provati dalle violenze fisiche e psicologiche–ha detto Morrone–potrebbero, con la loro storia e la loro testimonianza, umanizzare il rapporto con gli stranieri e coinvolgere chi mantiene atteggiamenti xenofobi che sfociano in atti di violenza razzista».
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