Niente 8 marzo nel Cpt di Via Corelli

Non festeggerà l’8 marzo, S. R. M. la donna cilena per cui è stata decisa l’espulsione dall’Italia e tuttora detenuta nel Cpt di Corelli. La donna, da diverso tempo detenuta nel centro di permanenza, aveva già manifestato i segni di una forte depressione che l’aveva portata a tentativi di suicidio. Al momento del rimpatrio effettivo, alcuni agenti della polizia l’hanno sedata e picchiata nel tentativo di imbarcarla nell’aereo contro la sua volontà. A fermare gli agenti, il comandante dell’aereo che si è rifiutato di trasportare un passeggero in quelle condizioni e che ha già sporto denuncia. E’ quanto riferisce il parlamentare europeo Vittorio Agnoletto, che ha effettuato nella giornata di ieri una prima visita nel Cpt milanese e che oggi farà visita al «braccio» trans. Ma oltre al caso della donna cilena, le persone rinchiuse nel Cpt milanese raccontano ogni aspetto della vita dei migranti: dai lavoratori in nero, che vengono sfruttati e poi rinchiusi, alle badanti che lavorano da anni in Italia, a persone conviventi con cittadini italiani che non essendo sposati non hanno alcun riconoscimento né diritto, ai richiedenti asilo che attendono da anni una risposta.

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