L’Associazione nazionale comuni italiani [Anci] e l’Unione delle province d’Italia [Upi] hanno scritto ieri una lettera aperta ai candidati premier per le prossime elezioni politiche. Nella sezione del documento dedicata a welfare e politiche di sicurezza Anci e Upi chiedono un riordino complessivo della normativa sull’immigrazione. La questione più urgente sarebbe il trasferimento ai comuni delle competenze per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno, che oggi spetta alle questure. «E’ un indispensabile strumento di ‘normalizzazione’ della vita dei cittadini stranieri» si legge nel documento, ma anche «un alleggerimento delle questure da incombenze amministrative che distraggono importanti risorse dal presidio del territorio». Le altre richieste sono il raddoppio dei tempi di validità massima del permesso di soggiorno e la re-inroduzione dei meccanismi di «sponsorizzazione» dei migranti. Anci e Upi chiedono di portare a termine l’iter della nuova legge sulla cittadinanza e l’estensione del diritto di voto amministrativo ai migranti legalmente residenti da un certo numero di anni. Tuttavia il documento auspica la prosecuzione della politica dei «Patti per la sicurezza», già attuata a Roma e Milano. A Roma il patto prevedeva la «deportazione» di rom e sinti fuori dal raccordo anulare, a Milano quella dei cinesi verso la periferia della città.
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