L’ultima trovata europea in materia di migrazione fa venire i brividi: l’apertura di un’«Istituto per l’accoglienza e per il reinserimento degli immigrati» a Tripoli, in Libia, finanziato anche dall’Ue e dall’Italia e gestito dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni. L’Oim dovrebbe assistere la Libia nel «rimpatrio volontario» dei migranti, dalla Libia verso i paesi d’origine e svolgere campagne d’informazione tra i migranti irregolari.
In Libia passano molti migranti diretti all’Europa, a gennaio il paese ha annunciato che avrebbe deportato i due milioni di migranti irregolari presenti sul suo territorio. L’Oim non è nuova a queste operazioni a dir poco controverse: già nel 2004 partecipò alle operazioni di rimpatrio forzato realizzate dal governo Berlusconi da Lampedusa verso la Libia, operazioni criticate anche dal parlamento europeo e dopo le quali centinaia di migranti deportati dall’Italia sono morti in Libia, abbandonati nei deserti al confine con il Niger e l’Algeria.
Tags assegnati a questo articolo: migranti, globalizzazione, intercultura






