Pochi giorni dopo l’annuncio di Rutelli di sgomberare il campo nomadi Casilino 900 [il più grande di Roma] gli operatori sociali prendono posizione ed esprimono forti dubbi. «Nonostante le voci circolate la scorsa settimana sul trasferimento fissato entro un mese, un mese e mezzo – dicono– è ancora mistero sui tempi di sgombero del campo e sui progetti alternativi di accoglienza per le 800 persone, tutte regolarmente censite, che abitano l’insediamento. Noi crediamo che avverrà intorno a giugno o luglio, alla fine, cioè, dell’anno scolastico–dice un operatore della cooperativa Ermes che lavora al Casilino 900–purtroppo, da quando si è sparsa la voce dello sgombero, nel campo c’è grande preoccupazione. In particolare per i bambini e gli adolescenti che frequentano le scuole. Una frequenza che riguarda 227 ragazzi, dieci dei quali frequentano un corso di formazione professionale per meccanici e alcune ragazze un corso per badanti. Questi progetti rischiano di essere vanificati da politiche repressive che non assicurano una certa continuità delle attività fino ad oggi messe in atto». Dopo il distacco dell’energia elettrica avvenuto alcuni giorni fa, gli operatori e i rom hanno annunciato una manifestazione sul territorio del municipio VII fissata per la prossima settimana.
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