Sono 23 gli immigrati morti nel mese di marzo nel Mediterraneo tentando di raggiungere l’Unione europea. Altre tre persone sono state ammazzate dagli spari della polizia di frontiera egiziana, sul confine con Israele, lungo la penisola del Sinai. Questi i dati diffusi dall"ultimo rapporto mensile dell’osservatorio sulle vittime dell’immigrazione Fortress Europe, che precisa: «Il numero dei dispersi potrebbe essere molto maggiore, dell’ordine di diverse decine, ci sono stati sei naufragi fantasma in Spagna, Sahara occidentale, Algeria e Turchia e molti corpi non sono stati recuperati». Dal 1988, l’osservatorio ha documentato, tramite gli archivi della stampa internazionale, la scomparsa di 11.952 migranti e rifugiati lungo le frontiere europee, di cui almeno 4.229 risultano dispersi in mare. Il rapporto ricorda anche che la Svizzera ha adottato l’utilizzo del taser, una pistola capace di scariche elettriche di 50.000 volt, per espellere gli immigrati, che a settembre il governo spagnolo aveva autorizzato l’utilizzo di camicie di forza per le operazioni di rimpatrio, e che in maggio il parlamento europeo voterà la proposta di direttiva sui rimpatri [giudicata «una vera e propria regressione» da una rete di associazioni che ha lanciato una petizione on line www.direttivadellavergogna.org].
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