Genova, Milano, Perugia. Tre città accomunate dalla presenza di forme di aggregazione giovanile migrante, che i media chiamano bande e i protagonisti di queste esperienze designano con il termine di Nazione, seconda famiglia, fratellanza, o organizzazioni della strada. Forme di resistenza al razzismo, vissuto sulla propria pelle da giovani che rifiutano di essere e rimanere invisibili.
Presenze contraddittorie, lette esclusivamente in termini «sicuritari», fatte oggetto di campagne stampa martellanti e criminalizzanti; presenze cui è negato il diritto alla voce, soggetti pensati come passivi. Non conosciuti e pericolosi, immediatamente riconducibili all’immaginario collettivo ed esotico delle gangs statunitensi.
A fronte di una visione sociale per cui il migrante accettato ed integrato è colui che interiorizza la propria condizione di ospite, di subalterno, i giovani delle organizzazioni della strada da noi incontrati stanno compiendo il cammino inverso, ovvero quello di affermare la propria visibilità e il proprio statuto di nuovi cittadini. Una visibilità che si dispiega fra il Sudamerica e l’Europa, e prende corpo nelle nostre città. Messi al bando, dunque, ma non subalterni, anzi alla ricerca di
un’affermazione di dignità collettiva nella sfera pubblica.
Il libro «Messi al bando» descrive e approfondisce la riflessione su una pratica di ricerca-azione maturata in uno spazio transnazionale fra Barcellona, New York, Quito, Santo Domingo, e poi sviluppata in Italia, a Genova, Milano e Perugia. Una ricerca-azione che ha aperto spazi sociali di legittimità e riconoscimento per tali culture giovanili figlie dell’immigrazione, attraverso il coinvolgimento di soggetti diversi nell’ambito di una rete eterodossa.
A CURA DI
MASSIMO CANNARELLA, ricercatore a contratto presso il Dipartimento di Scienze Antropologiche dell’Università
di Genova nel quadro del progetto TRESEGY, Transnational Research on European Second Generation Youthness.
FRANCESCA LAGOMARSINO, assegnista di ricerca presso il DISA, Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università
di Genova. Si occupa di temi legati ai processi migratori internazionali, con particolare attenzione ai flussi latinoamericani
LUCA QUEIROLO PALMAS, ricercatore in sociologia dei processi culturali, insegna Sociologia delle Migrazioni e
Sociologia dell’educazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova. È attualmente
coordinatore del progetto europeo TRESEGY, Transnational Research on European Second Generation Youthness.
cover copia 1-04-2008 16:53 Pagina 32
A cura di Massimo Cannarella, Francesca Lagomarsino, Luca Queirolo Palmas
La pubblicazione ha usufruito di un contributo da parte del ministero della solidarietà sociale.
«MESSI AL BANDO. UNA RICERCA-AZIONE TRA I GIOVANI MIGRANTI E LE LORO ORGANIZZAZIONI DELLA STRADA» sarà in omaggio con Carta n.16 in edicola [a Genova, Milano, Roma e Perugia] il 3 maggio.
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